Il kit giallo, riquadro per riquadro: come si compila il Modulo 1
Sezione per sezione, con i nomi veri che trovi stampati sul modulo. In che ordine si compila, che cosa si salta, dove si scrive il codice del permesso e perché la firma va messa per ultima.
Redazione Bahay 14 min di lettura
In questo articolo
- Prima di scrivere: cosa metti sul tavolo
- Le tre regole di scrittura
- L’ordine giusto, che non è dall’alto in basso
- L’intestazione, in cima alla prima pagina
- Sezione 1 — Dati della richiesta
- Sezione 3 — Dati anagrafici
- Sezione 4 — Documento di identità
- Sezione 5 — Visto. Solo alla prima richiesta
- Sezione 6 — Titolo di viaggio. Solo se ti riguarda
- Sezione 7 — Recapito in Italia
- Sezione 8 — Recapito per eventuali comunicazioni
- Sezione 9 — Solo per la carta di soggiorno
- Sezioni 10, 11 e 12 — La famiglia
- Sezione 2 — Adesso e non prima
- Il Modulo 2: serve a te?
- Prima di chiudere la busta
- Allo sportello
- Una cosa da sapere su questa guida
Questa è la guida da tenere aperta accanto al modulo, mentre lo riempi. Non spiega che cos’è il kit né quanto costa: quello sta nelle due guide collegate qui sotto. Qui si va sezione per sezione, con i nomi veri che trovi stampati sul foglio.
Il modulo grande si chiama Modello 209 — Modulo 1. È lungo otto pagine, ma la maggior parte delle sezioni non riguarda te: le salti. Le sezioni che si compilano davvero, in un rinnovo normale, sono cinque o sei.
Prima di scrivere: cosa metti sul tavolo
- Il permesso di soggiorno che hai in mano, anche se è scaduto.
- Il passaporto.
- Il codice fiscale, se ce l’hai.
- Una penna nera. Non blu, non a sfera scolorita: nera.
- Le istruzioni che stanno dentro il kit, con le tabelle dei codici.
Il kit ne danno uno solo per persona. Non si compila in piedi allo sportello: si porta a casa e si scrive con calma.
Le tre regole di scrittura
- Stampatello maiuscolo, penna nera. È scritto sul modulo stesso, in cima a ogni pagina.
- Una lettera per casella e una casella vuota fra una parola e l’altra. Il modulo lo legge prima una macchina e poi una persona.
- Niente cancellature e niente correttore. Un riquadro corretto due volte è un riquadro che qualcuno dovrà interpretare.
L’ordine giusto, che non è dall’alto in basso
Questa è la cosa che il modulo non dice a voce alta e che sta scritta nelle istruzioni: la sezione 2 si compila per ultima, quando tutto il resto è finito e le fotocopie sono pronte. Dentro quella sezione devi scrivere quanti fogli sono in tutto e non lo puoi sapere prima.
Quindi l’ordine è: l’intestazione, poi la sezione 1, poi dalla 3 in avanti e alla fine si torna indietro alla 2.
L’intestazione, in cima alla prima pagina
C’è scritto Al Signor Questore di: e accanto una casella per la sigla della provincia. È la provincia dove abiti, non quella dove sei nato né quella dove lavori. La sigla la trovi nella tabella delle istruzioni: MI per Milano, RM per Roma, NA per Napoli.
Nell’angolo c’è lo spazio per la marca da bollo da 16 euro, che si compra dal tabaccaio e si attacca lì.

- La sigla della provincia dove abiti — qui MI per Milano.
- Il cognome, una lettera per casella. Se è di due parole, in mezzo si lascia una casella vuota.
- Il nome, allo stesso modo.
- La provincia di domicilio, di nuovo la sigla.
- Il comune dove abiti, per esteso.
Sezione 1 — Dati della richiesta
È la parte che decide tutto il resto.
- Cognome e nome: copiati dal passaporto, lettera per lettera. Anche se in Italia ti chiamano in un altro modo, anche se l’ordine ti sembra sbagliato. Il modulo non è il posto dove correggere un nome.
- Provincia e comune di domicilio: dove abiti adesso.
- Che cosa chiedi: c’è una casella per ognuna di queste cinque parole — rilascio, rinnovo, aggiornamento, duplicato, conversione. Se ne barra una sola, con una X.
- Di che cosa: permesso di soggiorno oppure carta di soggiorno.
- Codice tipologia del permesso che chiedi: non si scrive a parole, si scrive il codice che trovi nella tabella dei motivi dentro le istruzioni.
- Numero del permesso che hai in mano, il codice della sua tipologia e la sua data di scadenza.
Se stai rinnovando, il motivo deve essere lo stesso che c’è scritto sul permesso che possiedi. Se il tuo dice lavoro subordinato, qui va lavoro subordinato, anche se hai cambiato datore di lavoro nel frattempo. Cambiare motivo non è un rinnovo: è una conversione ed è una richiesta diversa. Se non sei sicuro di quale delle due ti serve, chiedilo prima di riempire il modulo.

- Rinnovo: una X sola fra rilascio, rinnovo, aggiornamento, duplicato e conversione.
- Di che cosa: permesso di soggiorno oppure carta di soggiorno.
- Il codice del permesso che chiedi, preso dalla tabella delle istruzioni.
- Il numero del permesso che hai in mano.
- Il codice di quel permesso.
- La sua data di scadenza, giorno mese anno.
Se hai un nome di mezzo
Riguarda quasi tutti i cittadini filippini e qui si sbaglia spesso. Sul passaporto il nome di mezzo — il cognome da nubile di tua madre — sta in un campo suo, separato dal nome e dal cognome. Sul permesso di soggiorno a volte c'è e a volte no, a seconda di come è stato registrato anni fa.
La regola pratica per questo modulo: guarda il permesso che stai rinnovando e scrivi il nome come sta lì. Se sul permesso il nome di mezzo c'è, mettilo anche qui; se non c'è, non aggiungerlo adesso. Il motivo è che il permesso nuovo e quello vecchio devono dire la stessa cosa: due permessi con due nomi diversi diventano, per un ufficio, due persone diverse — e il codice fiscale è agganciato a uno solo dei due.
Se il permesso e il passaporto non coincidono, non provare a sistemarlo dentro questo modulo: è una pratica a sé e la spiega per intero la guida sul nome di mezzo nei documenti italiani — comprese le due carte da farsi dare in Comune, quelle che dimostrano che le generalità di prima e quelle di dopo sono della stessa persona.
Sezione 3 — Dati anagrafici
Codice fiscale se ce l’hai, stato civile, sesso, data di nascita, città di nascita e due codici che si copiano dalle tabelle: il codice dello Stato di nascita e il codice dello Stato di cittadinanza. Per le Filippine è PHL; gli altri li trovi nella tabella dei codici di Stato allegata alle istruzioni.
Lo stato civile non si scrive a parole: si mette una lettera. A se sei libero, B se sei coniugato. Il sesso è M o F.

- Il codice fiscale, se ce l’hai. Se non ce l’hai, si lascia vuoto.
- Lo stato civile: A se sei libero, B se sei coniugato.
- Il sesso: M o F.
- La data di nascita.
- Il codice dello Stato di nascita — per le Filippine PHL.
- Il codice dello Stato di cittadinanza.
- La città di nascita, per esteso.
Sezione 4 — Documento di identità

- La casella passaporto, barrata con una X.
- Il numero del passaporto.
- Fino a quando è valido.
- Chi lo ha rilasciato.
Numero del passaporto, fino a quando è valido, da chi è stato rilasciato. Se al posto del passaporto hai un documento equivalente, si barra l’altra casella e si scrive quale, con il codice preso dalla tabella dei documenti equipollenti.
Sezione 5 — Visto. Solo alla prima richiesta

- La data di ingresso in Italia.
- La frontiera da cui sei entrato.
- Il numero del visto, che si copia dal visto stesso.
Data di ingresso in Italia, frontiera, numero e tipo del visto. Si compila solo se questa è la prima richiesta di permesso o di carta di soggiorno. In un rinnovo si salta.
Sezione 6 — Titolo di viaggio. Solo se ti riguarda

- Quale documento stai rinnovando.
- Per quanto: 1 anno…
- …oppure 2 anni, ma mai più del permesso.
Serve a chi chiede, insieme al permesso, il rinnovo di un titolo di viaggio per stranieri, per apolidi o di un documento di viaggio per rifugiati. Se non è il tuo caso, si salta. Attenzione a una regola scritta nelle istruzioni: il titolo di viaggio rinnovato non può durare più del permesso di soggiorno.
Sezione 7 — Recapito in Italia
Provincia, comune, indirizzo, numero civico, scala, interno, CAP. Poi email e telefono, segnati come facoltativi.
Facoltativi sul modulo, importantissimi nella realtà: è l’indirizzo a cui la questura ti scrive — la convocazione, un appuntamento spostato, la richiesta di un documento che manca — e oggi molte comunicazioni viaggiano per SMS. Deve essere l’indirizzo dove la posta ti arriva davvero e dove il tuo nome è sul citofono o sulla cassetta. E se cambi casa mentre la pratica è in corso, non basta traslocare: l’aggiornamento del permesso è una richiesta a parte.

- La provincia.
- Il comune.
- L’indirizzo: fra «VIA» e il nome della strada si lascia una casella vuota.
- Il numero civico.
- Il CAP.
- L’email: sul modulo è facoltativa, nella realtà è il modo più veloce che ha la questura per avvisarti.
- Il cellulare: le convocazioni oggi viaggiano spesso per SMS.
Sezione 8 — Recapito per eventuali comunicazioni

- Presso: il nome di chi riceve per te.
- Il comune…
- …e l’indirizzo.
Si compila solo se è diverso dal precedente. Le istruzioni lo dicono in una riga: se uguale al precedente non compilare. C’è un riquadro presso, dove si scrive il nome di una persona o di un’associazione, se preferisci che la raccomandata della questura arrivi lì.
Sezione 9 — Solo per la carta di soggiorno

- L’idoneità alloggiativa, se ce l’hai.
- La data in cui è stata rilasciata.
- Il comune che l’ha fatta.

- Il comune dove hai abitato…
- …e l’indirizzo.
- Poi il posto prima e quello prima ancora: sei anni in tutto.
Idoneità alloggiativa e l’elenco dei posti dove hai soggiornato negli ultimi sei anni. Riguarda chi chiede il permesso UE per soggiornanti di lungo periodo. Chi rinnova un permesso ordinario salta tutta la sezione.
Poco più sotto c’è un riquadro che chiede se questa richiesta è collegata a quella presentata dal coniuge o da un genitore. Si compila solo se il coniuge o il genitore stanno presentando la loro domanda insieme alla tua.
Sezioni 10, 11 e 12 — La famiglia

- Quante persone vivono con te a tuo carico.
- Se fra loro c’è il coniuge.
- Quanti figli.

- Cognome del coniuge.
- Nome.
- Sesso.
- Data di nascita.
- Il codice dello Stato di nascita.
Le istruzioni sono precise: queste sezioni si compilano in caso di richiesta di carta di soggiorno o di conversione del permesso ad altri motivi a famiglia. Se il tuo caso è uno di quelli:
- Sezione 10: quante persone conviventi hai a carico e che rapporto hanno con te — coniuge, figli, altro.
- Sezione 11: i dati del coniuge.
- Sezione 12: i figli minori di 14 anni a carico che soggiornano regolarmente in Italia, uno per riquadro. I minori adottati, affidati o sotto tutela valgono come figli.
Se hai figli minori iscritti sul tuo permesso, il giorno dell’appuntamento in questura devono venire con te e per ognuno sotto i quattordici anni servono le fototessere. Portane quattro a testa, fondo bianco, alte almeno 45 mm e larghe 35: il portale del Ministero dell’Interno ne chiede quattro, un foglio della Polizia di Stato ne chiede due e chi ne ha quattro va bene in tutti e due i casi. È la dimenticanza che costa un secondo appuntamento.

- Il cognome del figlio.
- Il suo nome.
- Il sesso.
- La data di nascita.
- Il codice dello Stato di nascita — ITA se è nato in Italia.
- La città di nascita.
Sezione 2 — Adesso e non prima
Ci si torna alla fine, quando tutto il resto è scritto e le fotocopie sono fatte.
- Quali moduli hai compilato: Modulo 1 da solo, oppure Modulo 1 e Modulo 2.
- Il numero totale di fogli di cui è fatta la domanda: i moduli più tutte le fotocopie. Si contano davvero, uno per uno.
- Il numero di figli a carico che hai dichiarato nella sezione 12.
- Data e firma.
Sopra la firma c’è la riga che dice che chi dichiara il falso è punito a norma di legge. Non è una formula: è il motivo per cui si scrive solo quello che si può dimostrare.
Se la firma manca, l’ufficio postale non accetta la domanda. È scritto nelle istruzioni del kit, in quelle parole.

- Modulo 1: si barra sempre.
- Modulo 2: si barra solo se lo hai compilato.
- Il numero totale di fogli, moduli e fotocopie insieme. Si contano davvero.
- Il numero di figli che hai dichiarato nella sezione 12.
- La data e sotto la firma: senza firma l’ufficio postale non accetta la domanda.
Il Modulo 2: serve a te?

- Che lavoro fai: subordinato per chi è assunto.
- Il contratto: indeterminato, determinato o stagionale.
- La mansione — per esempio COLF.

- Se chi ti assume è una persona e non un’azienda — il caso di chi lavora in una famiglia — si riempie questa parte: cognome…
- …e nome.
- Poi il suo codice fiscale.

- Quanto hai percepito nell’anno.
- Con quale documento lo dimostri: busta paga, Certificazione Unica, dichiarazione dei redditi.
Il Modulo 2 si compila se percepisci un reddito da lavoro. Le istruzioni del kit dicono di compilarlo prima di chiudere la sezione 2 del Modulo 1, perché in quella sezione devi dichiarare quali moduli hai riempito.
È molto più corto e anche qui si salta quasi tutto:
- Sezione 1 — Tipologie lavoro: subordinato, autonomo o altro; se il contratto è a tempo indeterminato, determinato o stagionale, con la durata; la mansione che svolgi.
- Sezione 2 — Dati del datore di lavoro: se è un’azienda, denominazione, codice fiscale o partita IVA, matricola INPS (Istituto Nazionale della Previdenza Sociale); se è una persona — ed è il caso di chi lavora in una famiglia — cognome, nome, data di nascita e codice fiscale.
- Sezione 3 — Contratto di soggiorno: riguarda chi ha firmato il contratto di soggiorno allo Sportello Unico per l’Immigrazione della prefettura.
- Sezione 4 — Lavoro autonomo: solo per chi lavora in proprio.
- Sezione 5 — Dati reddito: quanto hai percepito e con quale documento lo dimostri — busta paga, Certificazione Unica, dichiarazione dei redditi, bollettino INPS.
- Sezione 6 — Centro per l’impiego: data e luogo di iscrizione, se sei iscritto.
C’è una regola delle istruzioni che vale la pena conoscere: chi è stato assunto nell’anno in corso allega la fotocopia delle ultime buste paga, perché una dichiarazione dei redditi dell’anno prima non racconterebbe niente di quel lavoro.
Se il Modulo 2 non ti riguarda, si lascia in bianco e si mette comunque nella busta.
Prima di chiudere la busta
Le fotocopie vanno fatte in formato A4: lo dicono le istruzioni. Dentro la busta vanno solo fotocopie — mai gli originali, mai le fototessere, che si portano il giorno dell’appuntamento in questura.
Quello che serve per tutti: il passaporto in fotocopia, il permesso in scadenza o scaduto fronte e retro, la ricevuta del bollettino pagato e i documenti del motivo del tuo permesso. L’elenco preciso lo pubblica la questura della tua provincia: è quello da seguire.
Un consiglio che non costa niente: fotografa tutto il contenuto della busta prima di consegnarla, moduli compresi. Se fra sei mesi ti chiedono che cosa avevi dichiarato, la risposta ce l’hai.
Allo sportello
La busta si porta aperta a un ufficio postale abilitato, allo Sportello Amico. L’operatore controlla, fa pagare le spese del servizio e ti dà la ricevuta con il codice assicurata e il codice ologramma: sono i due codici con cui poi segui la pratica sul Portale Immigrazione.
Quella ricevuta non è uno scontrino: è il documento che dimostra che la domanda è stata presentata. Si conserva e non si perde.
Una cosa da sapere su questa guida
I nomi delle sezioni sono quelli del Modello 209 pubblicato dal Ministero dell’Interno. La numerazione dei singoli riquadri può cambiare da una stampa all’altra del kit e alcune sezioni riguardano casi che qui non sono trattati. Le istruzioni dentro il kit hanno sempre l’ultima parola: sono l’unico foglio che dice, per il tuo caso preciso, che cosa saltare. Non buttarle con la busta.
Se il tuo caso è fuori dall’ordinario — una conversione, un permesso scaduto da tempo, una domanda respinta in passato — un patronato guarda il modulo insieme a te in mezz’ora, gratis. Un modulo sbagliato non si corregge: si ricomincia, con un kit che ti devono ridare e un bollettino da rifare.