Il permesso UE di lungo periodo: quello che non scade più
Dopo cinque anni di permesso regolare si può chiedere il titolo che non ha scadenza: niente più rinnovi ogni due anni, niente più attese. Servono un reddito pari all'assegno sociale e il test di italiano A2.
Redazione Bahay 4 min di lettura
In questo articolo
Chi vive in Italia da anni conosce il ritmo: il permesso scade, si prepara il kit, si aspetta la ricevuta, si aspetta la convocazione, si aspetta il permesso. E dopo un anno o due si ricomincia.
Il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo — quello che molti chiamano ancora «carta di soggiorno» — è la fine di quel ciclo: non ha scadenza. La tessera si aggiorna ogni tanto, ma il diritto a stare qui non va più rinnovato.
È anche il passo naturale prima della cittadinanza, che ne chiede dieci di anni: qui c'è come funziona quella.
Chi lo può chiedere
Servono tre cose insieme:
- cinque anni di soggiorno regolare in Italia, con un permesso valido. La permanenza quinquennale è il requisito che non ammette eccezioni;
- un reddito non inferiore all'importo annuo dell'assegno sociale;
- il test di italiano al livello A2.
E non bisogna essere considerati pericolosi per l'ordine pubblico o per la sicurezza dello Stato: questo viene valutato a parte.
Quanto reddito serve
Il riferimento è l'assegno sociale, che cambia ogni anno. Per il 2026 è di 546,24 € al mese per tredici mensilità, cioè 7.101,12 € all'anno.
Questo è il minimo per una persona sola. Se la domanda riguarda anche i familiari, l'importo sale: si aggiunge metà dell'assegno sociale per ogni familiare a carico, e nel caso di due o più figli sotto i quattordici anni il requisito raddoppia.
Quando la domanda comprende i familiari serve anche un alloggio idoneo, con il certificato che lo attesta.
Il reddito si dimostra con la dichiarazione dei redditi dell'anno precedente e con le ultime buste paga.
Il test di italiano, e chi non lo deve fare
Serve un'attestazione di conoscenza dell'italiano almeno al livello A2. È gratuito, si prenota online e si fa in una scuola pubblica: ne abbiamo scritto per esteso qui, com'è fatto il test e come si prenota.
Non lo devono fare:
- i minori di quattordici anni;
- chi ha una certificazione medica che attesta limitazioni all'apprendimento linguistico dovute all'età, a patologie o a disabilità;
- alcune categorie professionali — lavoratori altamente qualificati, professori universitari, traduttori e interpreti, giornalisti.
Chi ha già un titolo di studio italiano o una certificazione riconosciuta di livello pari o superiore non rifà l'esame: vale quella.
I documenti
Nel kit vanno, fra le altre cose:
- la fotocopia di tutto il passaporto — tutte le pagine, comprese quelle bianche;
- la dichiarazione dei redditi dell'anno precedente e le buste paga recenti;
- il certificato del casellario giudiziale e dei carichi pendenti;
- i certificati di residenza e stato di famiglia;
- l'attestazione dell'alloggio idoneo, se la domanda riguarda anche i familiari;
- le ricevute dei pagamenti.
Quanto costa
Due voci sono fisse e verificate:
- 30,46 € per il permesso elettronico;
- 16,00 € di marca da bollo telematica.
A queste si aggiungono il contributo per il rilascio e le spese del servizio postale. Gli importi esatti sono stampati sui bollettini del kit: leggili lì, perché sono cambiati nel tempo e ogni ufficio consegna la versione aggiornata.
Quanto dura
Qui sta il punto di tutta la pratica: il permesso UE di lungo periodo è a tempo indeterminato. Non scade.
La tessera, che è il pezzo di plastica, si aggiorna: ogni dieci anni per gli adulti e ogni cinque per i minori. Ma è un aggiornamento del documento, non una nuova domanda: non si torna a dimostrare il reddito e non si rifà il test.
Detto in un altro modo: si passa una volta sola dalla trafila, e poi si rinnova un tesserino come si rinnova una carta d'identità.
Che cosa cambia davvero, nella vita di tutti i giorni
Oltre a non dover più rincorrere le scadenze, il lungo periodo dà accesso a prestazioni e a possibilità che al permesso ordinario sono chiuse — e toglie l'ansia che accompagna ogni rinnovo, quella di restare scoperti per un ritardo dell'ufficio.
C'è però una cosa da non dimenticare, e vale anche per chi ha il lungo periodo: la dichiarazione di dimora abituale al Comune resta un obbligo a ogni rinnovo del titolo. Qui c'è perché conta — e conta il doppio se un giorno vorrai chiedere la cittadinanza, perché è quello che tiene in piedi la continuità della residenza.
Prima di preparare il kit
- Conta i cinque anni di permessi regolari: devono essere continui.
- Guarda l'ultima dichiarazione dei redditi e confrontala con i 7.101,12 € — e con l'importo più alto, se la domanda comprende la famiglia.
- Prenota il test A2, se non hai già un titolo che vale.
- Fatti controllare il kit da un patronato prima di spedirlo: è gratis, e un kit compilato male costa mesi.
Hai dubbi sul tuo caso — anni non continui, reddito al limite, familiari da includere? Scrivilo nella sezione Permesso di soggiorno della community.