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Il permesso UE di lungo periodo: quello che non scade più

Dopo cinque anni di permesso regolare si può chiedere il titolo che non ha scadenza: niente più rinnovi ogni due anni, niente più attese. Servono un reddito pari all'assegno sociale e il test di italiano A2.

Redazione Bahay 4 min di lettura

In questo articolo
  1. Chi lo può chiedere
  2. Quanto reddito serve
  3. Il test di italiano, e chi non lo deve fare
  4. I documenti
  5. Quanto costa
  6. Quanto dura
  7. Che cosa cambia davvero, nella vita di tutti i giorni
  8. Prima di preparare il kit

Chi vive in Italia da anni conosce il ritmo: il permesso scade, si prepara il kit, si aspetta la ricevuta, si aspetta la convocazione, si aspetta il permesso. E dopo un anno o due si ricomincia.

Il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo — quello che molti chiamano ancora «carta di soggiorno» — è la fine di quel ciclo: non ha scadenza. La tessera si aggiorna ogni tanto, ma il diritto a stare qui non va più rinnovato.

È anche il passo naturale prima della cittadinanza, che ne chiede dieci di anni: qui c'è come funziona quella.

Chi lo può chiedere

Servono tre cose insieme:

  • cinque anni di soggiorno regolare in Italia, con un permesso valido. La permanenza quinquennale è il requisito che non ammette eccezioni;
  • un reddito non inferiore all'importo annuo dell'assegno sociale;
  • il test di italiano al livello A2.

E non bisogna essere considerati pericolosi per l'ordine pubblico o per la sicurezza dello Stato: questo viene valutato a parte.

Quanto reddito serve

Il riferimento è l'assegno sociale, che cambia ogni anno. Per il 2026 è di 546,24 € al mese per tredici mensilità, cioè 7.101,12 € all'anno.

Questo è il minimo per una persona sola. Se la domanda riguarda anche i familiari, l'importo sale: si aggiunge metà dell'assegno sociale per ogni familiare a carico, e nel caso di due o più figli sotto i quattordici anni il requisito raddoppia.

Quando la domanda comprende i familiari serve anche un alloggio idoneo, con il certificato che lo attesta.

Il reddito si dimostra con la dichiarazione dei redditi dell'anno precedente e con le ultime buste paga.

Il test di italiano, e chi non lo deve fare

Serve un'attestazione di conoscenza dell'italiano almeno al livello A2. È gratuito, si prenota online e si fa in una scuola pubblica: ne abbiamo scritto per esteso qui, com'è fatto il test e come si prenota.

Non lo devono fare:

  • i minori di quattordici anni;
  • chi ha una certificazione medica che attesta limitazioni all'apprendimento linguistico dovute all'età, a patologie o a disabilità;
  • alcune categorie professionali — lavoratori altamente qualificati, professori universitari, traduttori e interpreti, giornalisti.

Chi ha già un titolo di studio italiano o una certificazione riconosciuta di livello pari o superiore non rifà l'esame: vale quella.

I documenti

Nel kit vanno, fra le altre cose:

  • la fotocopia di tutto il passaporto — tutte le pagine, comprese quelle bianche;
  • la dichiarazione dei redditi dell'anno precedente e le buste paga recenti;
  • il certificato del casellario giudiziale e dei carichi pendenti;
  • i certificati di residenza e stato di famiglia;
  • l'attestazione dell'alloggio idoneo, se la domanda riguarda anche i familiari;
  • le ricevute dei pagamenti.

Quanto costa

Due voci sono fisse e verificate:

  • 30,46 € per il permesso elettronico;
  • 16,00 € di marca da bollo telematica.

A queste si aggiungono il contributo per il rilascio e le spese del servizio postale. Gli importi esatti sono stampati sui bollettini del kit: leggili lì, perché sono cambiati nel tempo e ogni ufficio consegna la versione aggiornata.

Quanto dura

Qui sta il punto di tutta la pratica: il permesso UE di lungo periodo è a tempo indeterminato. Non scade.

La tessera, che è il pezzo di plastica, si aggiorna: ogni dieci anni per gli adulti e ogni cinque per i minori. Ma è un aggiornamento del documento, non una nuova domanda: non si torna a dimostrare il reddito e non si rifà il test.

Detto in un altro modo: si passa una volta sola dalla trafila, e poi si rinnova un tesserino come si rinnova una carta d'identità.

Che cosa cambia davvero, nella vita di tutti i giorni

Oltre a non dover più rincorrere le scadenze, il lungo periodo dà accesso a prestazioni e a possibilità che al permesso ordinario sono chiuse — e toglie l'ansia che accompagna ogni rinnovo, quella di restare scoperti per un ritardo dell'ufficio.

C'è però una cosa da non dimenticare, e vale anche per chi ha il lungo periodo: la dichiarazione di dimora abituale al Comune resta un obbligo a ogni rinnovo del titolo. Qui c'è perché conta — e conta il doppio se un giorno vorrai chiedere la cittadinanza, perché è quello che tiene in piedi la continuità della residenza.

Prima di preparare il kit

  1. Conta i cinque anni di permessi regolari: devono essere continui.
  2. Guarda l'ultima dichiarazione dei redditi e confrontala con i 7.101,12 € — e con l'importo più alto, se la domanda comprende la famiglia.
  3. Prenota il test A2, se non hai già un titolo che vale.
  4. Fatti controllare il kit da un patronato prima di spedirlo: è gratis, e un kit compilato male costa mesi.

Hai dubbi sul tuo caso — anni non continui, reddito al limite, familiari da includere? Scrivilo nella sezione Permesso di soggiorno della community.

Informazioni verificate il 9 set 2026.

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