Il kit giallo del permesso di soggiorno: come si compila, senza sbagliare
Se ne ritira uno solo per persona, quindi non si compila in piedi allo sportello. Cosa c'è dentro, i tre riquadri che mandano indietro più pratiche, cosa mettere in fotocopia, cosa non mettere mai, e i due fogli che devi avere in mano prima di uscire.
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La busta gialla la conoscono tutti e quasi nessuno la spiega. Dentro ci sono due moduli fitti, scritti in un italiano amministrativo che non è la lingua di nessuno, e un foglio di istruzioni che presuppone che tu sappia già cosa stai facendo.
Questa guida ti accompagna dal momento in cui prendi il kit a quello in cui esci dall'ufficio postale con la ricevuta in mano. Quanto costa e cosa vale la ricevuta sono spiegati nella guida al rinnovo, collegata qui sotto: qui si parla solo di come si riempie.
Una cosa però va detta subito, perché non è un riquadro sbagliato ma una porta chiusa: i termini sono due. Se sei appena arrivato e chiedi il permesso per la prima volta, la domanda si presenta entro otto giorni lavorativi dal tuo ingresso in Italia. Se stai rinnovando, almeno sessanta giorni prima della scadenza.
Prendere il kit
Il kit è gratuito e si ritira in ufficio postale. Se ne dà uno solo per persona e per averlo devi mostrare un documento d'identità o il permesso di soggiorno che possiedi. Lo trovi anche presso le associazioni e i patronati che si occupano di immigrazione.
Uno solo per persona vuol dire una cosa pratica: se lo rovini, non te ne danno un altro al volo. Quindi non si compila in piedi allo sportello. Si porta a casa, si legge e si scrive con calma.
Cosa c'è dentro
- Il modulo 1, quello principale: chi sei, che permesso chiedi, dove abiti, i dati del passaporto, i familiari.
- Il modulo 2, che non riguarda tutti.
- Le istruzioni per la compilazione. Non buttarle: sono l'unica cosa che dice, per il tuo caso, quali riquadri saltare.
- Il bollettino già prestampato.
- La busta di spedizione.
Il kit di carta non è l'unica strada
C'è una seconda via che il portale del Ministero dell'Interno mette sullo stesso piano e quasi nessuno la racconta: un patronato o un Comune abilitato compilano la domanda al posto tuo da un portale dedicato e ti consegnano la copia già stampata con la busta. Poi la porti alle Poste come se l'avessi scritta a mano.
Il portale usa una parola sola per definirlo: gratuito. E non è la stessa cosa che farsi aiutare a riempire il kit di carta — è un'altra procedura, dove non c'è un foglio che si può rovinare.
Le tre regole prima di scrivere
- Stampatello maiuscolo, penna nera. I moduli vengono letti da una macchina prima che da una persona: una lettera fuori dalla casella o un colore chiaro diventano un dato illeggibile.
- Niente cancellature, niente correttore. Un riquadro corretto due volte è un riquadro che qualcuno dovrà interpretare e chi interpreta può sbagliare al posto tuo.
- Niente originali e niente fotografie dentro la busta. È scritto in maiuscolo anche sui documenti delle questure. Nel kit vanno solo fotocopie. Gli originali e le fototessere si portano il giorno dell'appuntamento.
Il modulo 1, dove si sbaglia
La maggior parte del modulo 1 sono i tuoi dati e si copiano dal passaporto lettera per lettera: nome e cognome devono essere identici a quelli del documento, anche se in Italia ti chiamano in un altro modo o se l'ordine dei nomi ti sembra sbagliato. Il modulo non è il posto dove sistemare un nome scritto male: quella è un'altra pratica.
Se hai due passaporti, uno vecchio e uno nuovo, guarda bene quale stai copiando: allo sportello ti identificano con quello che hai usato per compilare il kit e deve essere valido.
I punti che si sbagliano davvero sono tre.
Il tipo di richiesta e il motivo
In cima devi dire che cosa stai chiedendo — rinnovo, rilascio, duplicato, aggiornamento, conversione — e per quale motivo. Sembra ovvio e invece è la casella che manda indietro più pratiche.
Se stai rinnovando, il motivo deve essere lo stesso che c'è scritto sul permesso che hai in mano. Se il tuo permesso dice «lavoro subordinato», il modulo dice lavoro subordinato — anche se nel frattempo hai cambiato datore di lavoro. Cambiare motivo non è un rinnovo: è una conversione ed è una richiesta diversa. Se non sei sicuro di quale delle due ti serve, chiedilo prima di riempire il modulo, non dopo.
E c'è una porta che si chiude da sola: l'aggiornamento e la conversione si chiedono solo su un permesso ancora valido. Se è già scaduto non c'è più niente da convertire e la strada diventa un'altra.
Il domicilio
Il domicilio che scrivi è l'indirizzo a cui la questura ti scrive: la convocazione, un eventuale nuovo appuntamento, la richiesta di un documento che manca. Deve essere l'indirizzo dove la posta ti arriva davvero e dove il tuo nome è sul citofono o sulla cassetta.
Scrivi con attenzione anche numero di telefono e email: i nuovi appuntamenti oggi viaggiano spesso per SMS. E se cambi casa mentre la pratica è in corso, non basta traslocare: l'aggiornamento del permesso per cambio di domicilio è una richiesta che si fa, sempre con il kit.
I figli minori
Se hai dei figli minori iscritti sul tuo permesso, vanno indicati sul modulo e il giorno dell'appuntamento devono venire con te. È la dimenticanza più comune e costa un secondo appuntamento.
Chi firma e quanti kit servono dipende dall'età e le due regole non si somigliano:
- Sotto i quattordici anni il figlio si inserisce nell'istanza del genitore: un kit solo, presentato e firmato dal genitore, che è quello che viene identificato allo sportello. I bollettini però sono più di uno: uno da 30,46 euro per ogni figlio, più quello del genitore.
- Dai quattordici ai diciotto il kit è intestato al ragazzo ed è lui a presentarlo, accompagnato da un genitore: firmano tutti e due. Se si presenta da solo, all'ufficio postale non glielo prendono e bisogna andare in questura.
Il modulo 2: serve a te?
Il modulo 2 non lo compilano tutti: è la parte del lavoro e del reddito. Dentro ci sono il tipo di rapporto e di contratto, i dati del datore di lavoro, il contratto di soggiorno firmato allo Sportello Unico, il lavoro autonomo, quanto hai percepito e con quale documento lo dimostri, l'iscrizione al centro per l'impiego.
Si riempie solo dopo aver finito tutte le altre parti del modulo 1. Quali sezioni tocchino il tuo caso lo dicono le istruzioni dentro il kit, che sono l'unico foglio scritto sulla tua situazione. Se non ti riguarda, il modulo 2 si lascia in bianco e si inserisce comunque nella busta.
Chi non passa dalle Poste
La busta la consegna l'interessato e nessun altro. Tre casi vanno invece in questura e non alle Poste:
- chi è impossibilitato ad andare all'ufficio postale;
- chi agisce come amministratore di sostegno, tutore legale o incaricato dal Tribunale: sempre, anche per una domanda che normalmente passerebbe dalle Poste;
- il minore di più di quattordici anni che arriva senza un genitore.
E non tutte le richieste passano dalle Poste comunque. Il portale immigrazione pubblica due tabelle: una con le istanze che si presentano all'ufficio postale, l'altra con quelle che si presentano all'ufficio immigrazione della questura. Se non sei sicuro di dove stia la tua, si guarda lì prima di ritirare il kit.
Le fotocopie da mettere dentro
Quali documenti servono dipende dal motivo del tuo permesso e l'elenco preciso lo pubblica la questura della tua provincia: è quello l'elenco da seguire, non un elenco generico trovato online. Le fotocopie vanno fatte in formato A4. Quello che vale per tutti:
- Il passaporto in fotocopia — il portale immigrazione chiede le pagine con i tuoi dati e le pagine con i visti d'ingresso. Molte questure le vogliono tutte, le pagine scritte: nel dubbio copiale tutte, perché una pagina in più non ha mai fermato una pratica.
- Il permesso di soggiorno in scadenza o scaduto, fronte e retro.
- La marca da bollo da 16 euro, che si compra dal tabaccaio e si applica sul modulo.
- I documenti del motivo: il contratto e le buste paga per il lavoro, i documenti di famiglia per i motivi familiari, l'iscrizione per lo studio e così via.
- La ricevuta del bollettino pagato. Attenzione: le ricevute sono due. Una va dentro la busta, l'altra la tieni — si esibisce alla convocazione in questura.
Un consiglio che non costa niente: fotografa tutto il contenuto della busta prima di consegnarla, moduli compilati compresi. Se fra sei mesi ti chiedono cosa avevi dichiarato, la risposta ce l'hai.
Il bollettino
Il bollettino è già dentro il kit, intestato al Ministero dell'Economia e delle Finanze sul conto corrente 67422402. L'importo lo scrivi tu: il costo del permesso elettronico più il contributo che dipende dalla durata del permesso che chiedi. Le cifre esatte sono nella guida al rinnovo qui collegata.
Se te ne serve più di uno — succede quando inserisci dei figli — i bollettini si ritirano agli uffici postali abilitati, quelli che ricevono le domande.
Se hai un dubbio sull'importo, chiedilo allo sportello prima di pagare. Un bollettino sbagliato si rifà, ma nel frattempo la pratica si ferma.
Allo sportello
La busta si consegna a un ufficio postale della rete Sportello Amico: non tutti gli uffici postali ricevono le domande e l'elenco sta sul portale immigrazione. Non incollarla a casa: si presenta aperta, l'operatore controlla che ci sia tutto e alla consegna paghi i 30 euro del servizio.
Una cosa da fare prima di uscire di casa: la domanda si porta già firmata. Il portale immigrazione è netto — un'istanza senza firma non viene nemmeno esaminata. La firma si mette per ultima, quando tutto il resto è scritto.
Prima di uscire dall'ufficio postale, controlla di avere in mano due fogli:
- la ricevuta dell'assicurata, con il codice assicurata e il codice ologramma;
- la lettera di convocazione in questura, con giorno, ora e indirizzo.
Il secondo foglio può non esserci e non è un guaio: se l'agenda della questura in quel momento è piena, la convocazione arriva dopo per raccomandata, appena si libera un appuntamento.
La ricevuta è il tuo documento fino al ritiro del permesso nuovo. Fotografala subito e tieni la foto dove la ritrovi. I due codici sono anche le chiavi dell'area riservata del portale immigrazione, dove si guarda a che punto è la pratica.
Il giorno dell'appuntamento
All'appuntamento in questura si va di persona, con i figli minori iscritti sul permesso. Porta:
- il passaporto in originale e gli originali di tutti i documenti che hai allegato in fotocopia;
- il permesso di soggiorno, scaduto o in corso di validità;
- la ricevuta dell'assicurata con il foglio di convocazione e la seconda ricevuta del bollettino, quella che non è finita nella busta;
- quattro fototessere con fondo bianco, alte almeno 45 mm e larghe 35 mm: una di queste finisce sul permesso. E quattro per ogni figlio minore di quattordici anni che viene con te.
In questura ti prendono le impronte digitali. È un passaggio normale della procedura, non un controllo di polizia su di te.
Se non puoi andarci
Saltare l'appuntamento si può, ma solo con un motivo vero e dimostrabile: una malattia, un ricovero, un impedimento improvviso. Il motivo va dimostrato con un documento — per la salute, il certificato medico.
Avvisa prima del giorno dell'appuntamento, se ce la fai. Avvisare dopo si può, ma prima vale di più: dice alla questura che non te ne sei dimenticato.
Per far arrivare il certificato ci sono due strade, in quest'ordine:
- Di persona, portando il documento all'ufficio immigrazione della questura. È la più sicura, perché lo consegni a qualcuno.
- Per PEC, la posta elettronica certificata, allegando tutta la documentazione. Serve perché lascia una traccia: di una email normale si può dire che non è mai arrivata, di una PEC no. L'indirizzo è quello dell'ufficio immigrazione della tua questura ed è scritto sulla sua pagina. Nell'oggetto metti cognome, nome, data di nascita e il numero dell'assicurata.
Poi la questura fissa un nuovo appuntamento e te lo manda per raccomandata, per SMS o per PEC, ai recapiti che hai scritto sul modulo. Da qui in poi la parte difficile è tua: quei recapiti devono essere giusti e li devi guardare. Un numero che non usi più o una casella che non apri mai valgono quanto non averli dati.
Alla seconda assenza senza giustificato motivo la pratica viene archiviata. Non è una regola scritta in una legge nazionale: è quello che le questure scrivono sulle proprie pagine. Archiviata vuol dire ricominciare da capo, kit nuovo e spese nuove comprese.
Come si avvisa e con quanto anticipo lo decide ogni questura per conto suo: sta scritto sulla pagina della questura della tua provincia. È lì che si guarda prima di scrivere.
Gli errori che costano un secondo giro
- Mettere originali o fototessere dentro il kit.
- Presentarsi alla questura con due fototessere invece di quattro.
- Sbagliare il motivo del permesso, o chiedere un rinnovo quando serviva una conversione.
- Portare la domanda senza firma: non viene esaminata.
- Un domicilio dove la posta non arriva.
- La marca da bollo dimenticata o non applicata.
- Fotocopie parziali del passaporto.
- Saltare l'appuntamento senza avvisare e senza un certificato che spieghi perché.
- Spedire fuori tempo: otto giorni lavorativi dall'ingresso in Italia per la prima richiesta, sessanta giorni prima della scadenza per il rinnovo.
Con Bahay Italia
Nell'app la parte che possiamo toglierti di dosso è la memoria: la scadenza del permesso con il promemoria a sessanta giorni, la lista dei documenti da preparare per il tuo motivo di soggiorno e la spiegazione dei termini amministrativi nella tua lingua mentre compili. Non ti chiediamo di caricare il permesso: teniamo solo le date.
Questa guida spiega la procedura nazionale. L'elenco dei documenti da allegare cambia con il tipo di permesso e lo pubblica la questura della tua provincia: quello è l'elenco che fa fede. Se la tua situazione ha qualcosa di particolare, un patronato o un Comune abilitato compila la domanda con te, gratis — e per un caso complicato, o dopo un rifiuto, la persona da sentire è un avvocato.