La Carta europea della disabilità: una tessera al posto di tutti i verbali
La rilascia l'INPS e serve a una cosa precisa: ottenere trasporti, cultura e tempo libero gratis o a costo ridotto mostrando una tessera, senza dover ogni volta tirare fuori le certificazioni. Vale in Italia e negli altri Paesi dell'Unione.
Redazione Bahay 6 min di lettura
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Chi ha una disabilità riconosciuta lo sa: per ottenere una riduzione o un ingresso gratuito bisogna spesso portarsi dietro il verbale, mostrarlo a uno sconosciuto allo sportello e spiegare la propria condizione a voce, davanti alla fila.
La Carta europea della disabilità — o Disability Card — nasce per togliere quel passaggio. È scritto nella norma con parole precise: l'esibizione della Carta esonera il cittadino dal possesso di altre certificazioni che attestino lo stato di disabilità.
Una tessera e basta.
A che cosa serve e dove
La Carta permette l'identificazione delle persone con disabilità e l'accesso a servizi gratuiti o a costo ridotto in quattro ambiti:
- trasporti;
- cultura;
- tempo libero;
- altri benefici utili alla promozione dei propri diritti.
E vale sul territorio nazionale e in altri Paesi dell'Unione europea. La Disability Card è infatti una misura adottata su base volontaria dagli Stati membri dell'Unione, dentro gli obiettivi strategici europei in materia di disabilità: lo scopo dichiarato è contribuire alla piena inclusione delle persone con disabilità nella vita sociale delle comunità.
Le agevolazioni non nascono da sole: si attivano con protocolli d'intesa e convenzioni fra l'Ufficio per le politiche a favore delle persone con disabilità della Presidenza del Consiglio e i soggetti, pubblici o privati, che erogano i servizi.
Ed è per questo che vale la pena sapere una cosa in più: l'elenco delle convenzioni attive è pubblicato sul sito del Ministro per le disabilità, nella pagina Dove utilizzarla. È lì che si vede, aggiornato, che cosa la Carta dà davvero — museo per museo, azienda di trasporti per azienda di trasporti. Vale la pena guardarla prima di uscire, non allo sportello.
Chi ne ha diritto
La Carta è rilasciata a chi si trova in condizione di disabilità media, grave e di non autosufficienza, nelle categorie individuate dall'allegato 3 del DPCM 5 dicembre 2013 n. 159. In concreto, possono presentare domanda:
- gli invalidi civili maggiorenni con invalidità certificata pari o superiore al 67 %;
- gli invalidi civili minorenni;
- i cittadini con indennità di accompagnamento;
- i cittadini con certificazione ai sensi dell'articolo 3, comma 3, della legge 104 del 1992;
- i ciechi civili;
- i sordi civili;
- gli invalidi e inabili ai sensi della legge 222 del 1984;
- gli invalidi sul lavoro con invalidità certificata maggiore del 35 %;
- gli invalidi sul lavoro con diritto all'assegno per l'assistenza personale e continuativa o con menomazioni dell'integrità psicofisica;
- gli inabili alle mansioni e gli inabili previsti dalle rispettive leggi;
- i titolari di trattamenti di privilegio ordinari e di guerra.
Due cose da notare. La prima: l'INPS verifica i requisiti da solo, sulla base dei dati che ha già nei propri archivi — non devi dimostrargli quello che ti ha riconosciuto lui.
La seconda riguarda chi legge questo sito: il criterio è il riconoscimento che hai in Italia, non la cittadinanza. Se vivi qui e hai un verbale italiano, la Carta la puoi chiedere.
Come si chiede
La domanda si presenta online sul sito dell'INPS, oppure tramite una di queste associazioni di categoria: ANMIC, UICI, ENS, ANFFAS.
Quella seconda strada è importante e si dice poco: se il modulo online è un ostacolo — e per molte persone lo è, a maggior ragione se l'italiano non è la tua prima lingua — non sei obbligato a cavartela da solo.
La Carta è gratuita: non si paga né la domanda né la tessera. Se qualcuno ti chiede dei soldi per ottenerla, non è l'INPS.
Va allegata una foto in formato tessera, secondo i parametri indicati nel modulo di domanda.
Tre casi in cui serve qualcosa in più
- se la disabilità è stata attestata da verbali cartacei precedenti al 2010, o da verbali rilasciati dalle Regioni e Province autonome di Valle d'Aosta, Trento e Bolzano, quei verbali vanno allegati, con dichiarazione di responsabilità sulla conformità all'originale;
- se lo stato di invalidità è stato riconosciuto da una sentenza o da un decreto di omologa dopo una causa, nella domanda vanno indicati il Tribunale e la data del rilascio del titolo;
- negli altri casi non serve allegare niente sui verbali: ci pensa l'INPS.
Quanto ci vuole e come arriva
Il procedimento si deve concludere entro 60 giorni dalla presentazione della domanda completa di tutti i dati obbligatori.
La Carta è prodotta dall'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato — la stessa che stampa i documenti di identità — e viene spedita da Poste Italiane all'indirizzo di residenza, o a un altro recapito che indichi tu.
Che cosa c'è scritto sopra
Sulla tessera ci sono quattro cose sole:
- la fotografia del titolare;
- nome, cognome e data di nascita;
- numero e data di scadenza del documento;
- un QR-Code;
- eventualmente, una lettera «A».
Quella «A» non è un segno grafico: attesta la necessità di un accompagnatore o di un animale di assistenza. Dove la convenzione lo prevede, è la riga che estende l'agevolazione anche a chi ti accompagna — e che fa entrare il cane dove i cani normalmente non entrano.
Se ti spetta e sulla tua Carta non c'è, vale la pena chiederne il perché: non è un dettaglio estetico, è un pezzo del diritto.
Attenzione a un equivoco facile. La Carta ha la fotografia, ma non è un documento di identità e non ne sostituisce nessuno. Non vale a identificarti in banca, in questura, al seggio o davanti a un controllo: per quello servono la carta d'identità, il passaporto o il permesso di soggiorno. La Carta dimostra che hai diritto alle agevolazioni e soltanto quello.
La diagnosi non c'è. Chi guarda la Carta vede che hai diritto, non che cosa hai — ed è la differenza che conta, quando la mostri a un cassiere con la fila dietro.
Il QR-Code serve a chi eroga il servizio: con un lettore e il tuo codice fiscale accede al servizio online di verifica dell'INPS, anche da telefono, per controllare le informazioni sullo stato di invalidità. È giusto saperlo: il dato non è stampato sulla tessera, ma la verifica passa da lì ed è quello che rende la Carta utilizzabile senza portarsi dietro altre carte.
Un'ultima regola, semplice: la Carta si usa solo da parte del titolare e non si può prestare a nessuno.
Quanto dura
Vale finché permane la condizione di disabilità riconosciuta e comunque non più di dieci anni dal rilascio.
Se la perdi o te la rubano
C'è una procedura precisa ed è bene conoscerla prima di averne bisogno:
- fai la denuncia alle autorità;
- vai alla sede INPS della tua zona con la copia della denuncia;
- l'operatore annulla la Carta persa o rubata;
- dopo l'annullamento puoi presentare una nuova domanda.
C'è anche sul telefono
Dopo aver ricevuto la tessera si può attivare la versione digitale nell'app IO, nella sezione Portafoglio: è uno dei tre documenti che il portafoglio digitale italiano già ospita, insieme alla patente e alla tessera sanitaria. Ne abbiamo scritto qui: i documenti che si spostano nell'app IO.
Per la domanda e per l'app serve un'identità digitale: se non ce l'hai, la strada più semplice passa dalla carta d'identità che hai già — come si usa la CIE per entrare nei siti pubblici.
L'hai già chiesta, o ti hanno detto che non ne hai diritto? Raccontalo nella sezione Salute e scuola della community: sapere quali agevolazioni funzionano davvero e dove è un'informazione che si costruisce insieme.