La CIE: entrare da soli nei siti pubblici, senza pagare lo SPID
Con la carta d'identità elettronica scarichi certificati, cambi residenza, entri all'INPS e firmi documenti. Dal 2026 lo SPID si paga, la CIE no.
Redazione Bahay 6 min di lettura
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Dal 3 agosto 2026 le carte d'identità di carta non valgono più, anche se sopra c'è scritta una scadenza successiva. Se ne hai ancora una, devi chiedere al tuo Comune la carta d'identità elettronica, la CIE: quella azzurra con il microchip dentro.
Il cambio conviene per un motivo che va oltre il documento in tasca. Con la CIE entri nei siti della pubblica amministrazione e fai da solo molte delle cose per cui oggi prendi un permesso dal lavoro e fai la fila. E dal 2026, mentre lo SPID è diventato a pagamento quasi ovunque, la CIE non ha canoni: si paga una volta sola, quando la fai.
Che cosa puoi fare, da solo, entrando con la CIE
- Certificati anagrafici, gratis. Residenza, stato di famiglia, nascita, cittadinanza, stato civile: si scaricano dal portale dell'Anagrafe nazionale, per te o per una persona della tua famiglia. Sono gratuiti e senza bollo, e li puoi stampare a casa.
- Cambio di residenza. La dichiarazione si presenta online dallo stesso portale, per trasferirti in un altro Comune o cambiare casa dentro lo stesso Comune.
- INPS. Domande, stato delle pratiche, estratto contributivo, assegno unico, disoccupazione.
- ISEE. La dichiarazione precompilata si fa dal sito dell'INPS, entrando con la CIE.
- 730 precompilato. Sul sito dell'Agenzia delle Entrate: si guarda, si corregge, si invia.
- Fascicolo sanitario elettronico. Referti, ricette, esenzioni, scelta del medico.
- Il sito del tuo Comune. TARI, rette dell'asilo, mensa scolastica, contributo affitto: quasi tutti i Comuni entrano ormai con la stessa identità digitale.
Non è tutto obbligatorio farlo da soli. Ma è la differenza fra dipendere sempre da qualcuno e poter scegliere.
Perché adesso conviene più di prima: lo SPID si paga
Fino al 2025 lo SPID era gratuito quasi per tutti. Dal 2026 i principali gestori hanno introdotto un canone annuale. Poste Italiane, che ha la maggior parte degli SPID italiani, chiede 6 euro all'anno IVA inclusa a partire dal secondo anno: se non paghi entro la scadenza, l'accesso ai servizi SPID viene sospeso finché non regolarizzi. Altri gestori chiedono cifre simili, fra i 5 e i 10 euro l'anno.
La CIE invece non ha canoni. La paghi una volta quando la richiedi al Comune, e dura dieci anni.
Attenzione: alcuni gestori restano gratuiti, e qualcuno è esente dal canone. Prima di lasciar scadere il tuo SPID, controlla sul sito del tuo gestore quanto chiede a te: le condizioni cambiano da gestore a gestore.
La puoi avere anche se non sei cittadino italiano
Sì. La carta d'identità la rilascia il Comune dove sei iscritto all'anagrafe, e vale anche per i cittadini stranieri residenti.
Due cose da sapere:
- Per chi non è cittadino di un Paese dell'Unione europea la carta viene rilasciata «non valida per l'espatrio»: serve come documento di identità in Italia, non per viaggiare. Per viaggiare c'è il passaporto.
- Se il tuo permesso di soggiorno è scaduto ma hai già presentato la domanda di rinnovo, la carta d'identità ti può essere rilasciata o rinnovata lo stesso. Porta con te la ricevuta della domanda.
Come si chiede
- Prendi appuntamento al Comune dove sei residente. Molti Comuni usano l'agenda online del Ministero dell'Interno; altri hanno la loro. Chiedi con anticipo: in alcune città l'attesa è di settimane.
- Porta: una foto tessera (anche su chiavetta USB), il documento vecchio o la denuncia se l'hai perso, la tessera sanitaria, e il permesso di soggiorno o la ricevuta del rinnovo.
- Paga 16,79 euro più i diritti del Comune: in molti Comuni si arriva intorno ai 22 euro.
- Aspetta: arriva entro sei giorni lavorativi all'indirizzo che indichi tu, oppure in Comune se preferisci.
Conserva i due codici che ti danno allo sportello, il PIN e il PUK: sono le due metà del codice che serve a usarla online. La prima metà te la danno subito, la seconda arriva con la carta.
Come si entra nei siti, in pratica
Ci sono tre modi, e uno non richiede nemmeno di avere la carta in mano:
- Con il telefono. Scarichi l'app CieID, appoggi la carta al telefono una volta sola per attivarla, e da quel momento entri inquadrando un QR code o confermando dall'app.
- Con email e password. Dopo aver attivato l'identità digitale puoi entrare scrivendo email e password e confermando con un codice che arriva per SMS, senza avere la carta con te.
- Con il computer. Serve un lettore di smart card e il programma del Ministero.
Il telefono deve avere l'NFC, quello che si usa per pagare con lo smartphone. Quasi tutti gli smartphone degli ultimi anni ce l'hanno.
La CIE firma anche i documenti
Con l'app CieSign la carta diventa uno strumento di firma elettronica avanzata: firmi un PDF con la carta e il tuo PIN, senza comprare una firma digitale.
Con questa firma puoi, per esempio:
- firmare moduli e istanze da mandare a un ufficio pubblico;
- firmare contratti privati fra te e un'altra persona, dove non è richiesta una firma di tipo diverso;
- firmare una delega o una dichiarazione senza doverla stampare, firmare a penna e scansionare.
Quello che questa firma non fa. Non è la «firma digitale qualificata», quella che si compra dai certificatori: alcune procedure — per esempio molte pratiche di impresa, i bandi e gli atti che vanno al registro delle imprese — chiedono espressamente quella. Se un modulo ti chiede la firma qualificata, la firma con CIE non basta.
Due avvertenze, e sono importanti
I codici non si danno a nessuno. Con PIN e carta si entra dove ci sono i tuoi soldi, la tua pensione e i tuoi dati sanitari. Nessun ufficio pubblico ti chiederà mai il PIN per telefono o su WhatsApp.
Se qualcuno ti chiede di fare le pratiche con la sua identità digitale, o ti chiede la tua, fermati. Entrare nei siti pubblici con l'identità di un altro non è una scorciatoia: è un problema, e il problema resta a chi ha prestato l'identità.
Se non ce la fai da solo
Va benissimo. Fare da soli è una possibilità, non un dovere: CAF, patronati e sportelli comunali esistono apposta, e per molte pratiche il loro aiuto costa poco o niente. Quello che cambia, con la CIE in tasca, è che scegli tu quando andarci.
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