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SMS che sembrano dell'INPS, della banca o di Poste: come si riconoscono in dieci secondi

C'è una regola che vale sempre e che risolve quasi tutti i casi: nessuno di questi enti ti chiede dati per SMS, e gli SMS dell'INPS non contengono mai link. Qui ci sono le altre, e cosa fare se hai già cliccato.

Redazione Bahay 5 min di lettura

In questo articolo
  1. Regola numero uno: gli SMS dell'INPS non contengono mai link
  2. Regola numero due: nessuna banca chiede dati per SMS, email o telefono
  3. Regola numero tre: «sposta i soldi su un conto sicuro» è sempre una truffa
  4. Il numero che sembra quello vero
  5. Come si guarda un link, quando serve
  6. Vale anche per WhatsApp
  7. Se hai già cliccato
  8. Perché questo pubblico è un bersaglio doppio

Arriva un messaggio. Dice che il tuo profilo INPS va aggiornato, che qualcuno è entrato nel tuo conto, che un pacco è fermo. C'è un link. Sembra tutto giusto — persino il mittente, che nel telefono si mette in fila sotto i messaggi veri.

Questo tipo di truffa si chiama smishing (truffa via SMS), e chi la fa punta su due cose: la fretta e la paura. Funziona meglio con chi ha già motivo di temere una lettera dalle istituzioni.

Le regole qui sotto sono della Polizia Postale. Sono poche e non cambiano mai.

Regola numero uno: gli SMS dell'INPS non contengono mai link

È la frase esatta della Polizia Postale, e da sola risolve la maggior parte dei casi: gli SMS inviati dall'INPS non contengono link. Ai servizi dell'Istituto si entra solo dal sito ufficiale, scrivendo l'indirizzo a mano: www.inps.it.

Quindi: SMS dell'INPS con un link dentro = truffa. Non serve leggere il resto del messaggio.

Nella campagna segnalata dalla Polizia il finto sito era una copia di quello dell'INPS, e chiedeva dati anagrafici, IBAN, documento d'identità e persino un selfie. Con quel materiale si aprono conti e si chiedono prestiti a nome di un'altra persona.

Regola numero due: nessuna banca chiede dati per SMS, email o telefono

Sempre parole della Polizia Postale: nessun istituto di credito chiede, tramite SMS, email o telefono, di inserire o comunicare dati personali o bancari.

Non le password, non i codici che arrivano per SMS, non il numero della carta. Mai. Se qualcuno te li chiede, chiunque dica di essere, hai già la risposta.

Regola numero tre: «sposta i soldi su un conto sicuro» è sempre una truffa

Questa merita una riga per sé, perché è la truffa che svuota i conti per intero.

Ti chiama qualcuno che dice di essere della banca, di Poste o della polizia: dice che il tuo conto è sotto attacco e che devi spostare i soldi su un conto sicuro. La Polizia Postale è categorica: nessun operatore postale o bancario, e nessun agente di polizia, ti chiederà mai di spostare denaro su altri conti.

Quel conto «sicuro» è il loro.

Il numero che sembra quello vero

C'è una tecnica che si chiama spoofing e che rende inutile il controllo più naturale: chi chiama fa comparire sul tuo telefono il numero vero della banca o della polizia. Il telefono lo mostra come se fosse autentico, perché lui vede solo quello che gli viene detto.

Quindi il numero che compare non prova niente. Se la telefonata ti chiede dati o movimenti di denaro, chiudi e richiama tu, componendo il numero che sta sulla tua carta o sul sito ufficiale della banca. Se dall'altra parte c'era davvero la banca, non si offenderà.

Come si guarda un link, quando serve

Prima di aprire qualcosa, la Polizia Postale suggerisce di confrontare l'indirizzo proposto con quello autentico. I falsi si somigliano molto: cambia una lettera, si aggiunge un trattino, il dominio finisce in un modo strano.

La regola pratica che non sbaglia: non entrare mai da un link ricevuto. Apri il browser e scrivi tu l'indirizzo, o usa l'app ufficiale. Costa dieci secondi in più e toglie il problema alla radice.

Vale anche per WhatsApp

Gli stessi messaggi arrivano su WhatsApp, e lì c'è una variante che colpisce soprattutto chi ha famiglia lontana: «Ciao mamma, ho un numero nuovo», e poco dopo la richiesta di soldi urgente.

La verifica è una sola e non si può falsificare: chiama il numero vecchio, quello che hai in rubrica. Se tuo figlio ha davvero cambiato numero, risponderà comunque a un messaggio vocale o ti richiamerà. Un truffatore no.

Se hai già cliccato

Capita, e capita a chiunque: succede nei giorni in cui si aspetta davvero una risposta dall'INPS o dalla banca. Nell'ordine:

  1. Chiama subito la tua banca o l'ufficio postale dove hai il conto e fai bloccare carta e accessi. Prima si chiama, più cose si possono fermare.
  2. Cambia la password del servizio, e cambiala anche dove usavi la stessa.
  3. Non rispondere più a quel numero e non richiamarlo.
  4. Segnala su commissariatodips.it, il commissariato di polizia online.
  5. Se c'è un'urgenza, chiama il 113 o il numero unico di emergenza 112.

E una cosa che conta più di tutte: non vergognarti. Queste truffe sono costruite da professionisti per funzionare su persone attente. Il silenzio è l'unica cosa che le aiuta davvero.

Perché questo pubblico è un bersaglio doppio

Chi non ha l'italiano come prima lingua fa più fatica a cogliere l'errore in un messaggio, e chi ha una pratica aperta con un ufficio pubblico ha un motivo in più per credere che quel messaggio sia vero.

Per questo vale la pena tenere in testa una sola idea: le istituzioni italiane non chiedono niente per SMS. Se ti serve qualcosa dall'INPS, dalla Questura o dal Comune, sei tu che vai a cercarli — non il contrario.

Hai ricevuto un messaggio sospetto e non sai dire se è vero? Copialo nella sezione Soldi e bollette della community — togliendo i tuoi dati — e guardiamolo insieme. Se è una truffa nuova, saperlo serve a tutti.

Informazioni verificate il 9 set 2026.

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