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Attivare la CIE: PIN, PUK e credenziali, passo passo

La carta d’identità elettronica non entra nei siti appena arriva: va attivata, e si fa dal browser anche quando parti dal telefono. Che cosa devi avere in mano prima di cominciare, i quattro passi del sito e che cosa fare se i codici li hai persi.

Redazione Bahay 9 min di lettura

In questo articolo
  1. Prima di cominciare: le quattro cose che devi avere
  2. Si fa dal browser, anche dal telefono
  3. I quattro passi, e si vedono sempre in cima
  4. Passo 1 — chi sei
  5. Il captcha e il PUK
  6. Passo 2 — contatti e password
  7. Passo 3 — come confermi gli accessi
  8. Passo 4 — riepilogo
  9. E adesso l’app: CieID
  10. I tre livelli, in due righe
  11. Se sbagli il PIN
  12. Se hai perso il PIN
  13. Se hai perso anche il PUK
  14. Se non sei cittadino italiano
  15. Se c’è di mezzo un figlio minorenne
  16. Se qualcosa non va

La CIE (Carta d’Identità Elettronica) è quella azzurra con il microchip. Serve come documento, ma serve anche per entrare nei siti pubblici — INPS, Agenzia delle Entrate, il portale dell’anagrafe, il sito del tuo Comune — senza pagare lo SPID.

Appena arriva però non funziona ancora: prima vanno attivate le credenziali. Si fa una volta sola, in una decina di minuti, e si fa sul sito del Ministero dell’Interno con il browser — anche se parti dal telefono, perché l’app ti manda lì.

Prima di cominciare: le quattro cose che devi avere

Il fac-simile del foglio consegnato dal Comune, con la prima metà dei codici PIN e PUK evidenziata
  1. Qui stanno le prime quattro cifre del PIN e le prime quattro del PUK. È il foglio che ti ha dato l’impiegato il giorno della richiesta.
Il fac-simile del foglio arrivato insieme alla carta, con la seconda metà dei codici
  1. E qui le altre quattro, sul foglio arrivato nella busta con la carta. Unite le due metà, hai i codici interi.

Se ne manca una, ti fermi a metà. Meglio saperlo adesso.

  • La prima metà del PIN e del PUK, quattro cifre ciascuno: stanno sulla ricevuta che ti ha dato l’impiegato del Comune il giorno della richiesta. Per attivare basta questa — e infatti si può fare anche prima che la carta arrivi a casa.
  • La seconda metà, nella lettera dentro la busta con cui è arrivata la carta. Unita alla prima ti dà i codici interi, e quelli servono per il livello più alto e per sbloccare il PIN se si blocca. PIN e PUK sono due codici diversi e non si sostituiscono a vicenda.
  • La tua email e il tuo numero di cellulare devono essere già registrati sulla carta, cioè li devi aver dati al Comune quando hai fatto la CIE. È lì che il sistema manda i codici di conferma.
  • Il numero di serie della carta. Sta in alto a destra sul fronte, sul lato opposto alla fotografia: nove caratteri, due lettere, cinque cifre, due lettere.

Se al Comune non hai lasciato email e cellulare, l’attivazione non parte. Non è un problema di memoria tuo: per anni quasi nessuno li ha chiesti. Si risolve andando a uno sportello anagrafico — va bene qualunque Comune, non serve quello che ha fatto la carta — e chiedendo di inserire i contatti collegati alla CIE. Sono cinque minuti allo sportello, ma senza quelli il resto di questa guida non si può fare.

Si fa dal browser, anche dal telefono

La pagina Attiva del sito del Ministero, con le due strade: attivare le credenziali oppure entrare con CIE al livello 3
  1. Attiva credenziali: è questa, la strada di tutti. Basta la prima metà del PUK.
  2. Entra con CIE: serve dopo, quando la carta è già registrata nell’app.

Questa è la cosa che confonde di più: l’attivazione non si fa dentro l’app. Se parti dall’app CieID, a un certo punto ti apre il browser e ti porta sul sito del Ministero. Quindi tanto vale cominciare da lì:

cartaidentita.interno.gov.it — sezione Attiva.

Va bene il telefono, va bene il computer. Se hai il computer usa quello: i codici da ricopiare sono tanti e lo schermo grande aiuta.

I quattro passi, e si vedono sempre in cima

La barra in cima alla pagina di attivazione, con i quattro passi numerati: i tuoi dati, contatti e password, configura, riepilogo
  1. I tuoi dati — dici chi sei e inserisci il PUK.
  2. Contatti e password — confermi l’email e il numero, e scegli la password.
  3. Configura — decidi come confermerai gli accessi futuri.
  4. Riepilogo — controlli e chiudi.

Sapere che i passi sono quattro serve: al secondo schermo non ti chiedi se hai sbagliato strada.

Passo 1 — chi sei

Il primo passo dell’attivazione: il pulsante Entra con CIE in alto e, sotto, i campi per il codice fiscale e il numero di serie della carta
  1. «Entra con CIE» — è la scorciatoia per chi ha già registrato la carta nell’app CieID e ce l’ha in mano. Se è la prima volta, salta questo pulsante e vai sotto.
  2. Codice fiscale — il tuo, senza spazi.
  3. Numero di serie — i nove caratteri in alto a destra sulla carta. Il sito ti mostra il formato come esempio: due lettere, cinque cifre, due lettere.

Il captcha e il PUK

Il captcha da ricopiare e, più sotto, il riquadro 1.2 dove si inserisce il codice PUK
  1. Il captcha — le lettere storte servono a dimostrare che non sei un programma. Se non si leggono, il pulsante col simbolo circolare ne carica uno nuovo e c’è anche la versione da ascoltare.
  2. Ricopialo qui sotto, poi premi Continua.
  3. Il codice PUK — si apre il riquadro 1.2 e chiede il PUK intero, tutte e otto le cifre. È il momento in cui serve aver unito le due metà.

Passo 2 — contatti e password

Il sito ti mostra l’email e il numero di cellulare che risultano sulla tua carta e ti manda un codice per verificarli. È qui che si ferma chi al Comune non li aveva lasciati: se i campi sono vuoti o sono di qualcun altro, si torna allo sportello anagrafico a farli correggere.

Poi scegli la password. È la password delle credenziali CIE: non è il PIN e non è il PUK. Scrivitela.

Passo 3 — come confermi gli accessi

Qui decidi come il sito ti riconoscerà le prossime volte: con l’app CieID oppure con un codice usa e getta via SMS. Se hai uno smartphone l’app è più comoda, e serve anche per il livello più alto.

Passo 4 — riepilogo

Controlli quello che hai scritto e confermi. Da adesso hai un nome utente e una password che valgono sui siti pubblici.

E adesso l’app: CieID

Finita l’attivazione, scarica CieID dallo store del telefono — la pubblica il Ministero dell’Interno ed è gratis. Serve Android 6.0 o più recente oppure iOS 13 o più recente.

Apri l’app e inserisci le credenziali che hai appena creato. Da lì in avanti l’app fa due cose:

  • conferma i tuoi accessi quando entri in un sito dal computer: compare un codice QR, lo inquadri con l’app e confermi con il codice dell’app o con l’impronta;
  • registra la carta per il livello più alto, se il telefono ha l’NFC (la tecnologia con cui si paga appoggiando il telefono). L’app chiede il PIN di otto cifre e ti dice di appoggiare la carta al retro del telefono, tenendola ferma qualche secondo. Se non la legge, spostala piano: l’antenna cambia posto da telefono a telefono ed è spesso nella metà alta. Togli la cover se è spessa.

I tre livelli, in due righe

Sono tre gradini, e la differenza è quante prove dai di essere tu. Più il servizio è delicato, più in alto ti chiede di salire.

  • Livello 1 — quello che sai. Nome utente e password, come su un sito qualunque. Va bene per consultare cose poco delicate.
  • Livello 2 — quello che sai più quello che hai in mano. Le stesse credenziali più una conferma che arriva sul tuo telefono: un codice via SMS oppure l’app. È quello che chiede la maggior parte dei siti pubblici — INPS, Agenzia delle Entrate, il portale dell’anagrafe.
  • Livello 3 — la carta vera. Appoggi la CIE al telefono e digiti il PIN. Qui non basta sapere una password: bisogna avere la carta in mano. Lo chiedono i servizi che trattano i dati più delicati, e in certi casi la firma.

E qui sta la differenza fra i codici. Con la sola prima metà del PIN e del PUK — quella della ricevuta del Comune — attivi le credenziali e hai il livello 1 e il 2: per quasi tutto basta. Per il livello 3 servono i codici interi, perché quel livello usa la carta e il PIN completo: lì la seconda metà, quella arrivata nella busta, diventa indispensabile.

Non devi scegliere: quello che hai attivato vale sempre, ed è il sito in cui stai entrando a dire quale livello gli basta. Dal computer si può usare la carta anche senza telefono, ma servono un lettore di schede NFC e il Software CIE del Ministero.

Se sbagli il PIN

Dopo tre PIN sbagliati di fila la carta si blocca. Non è la fine: si sblocca con il PUK, dall’app CieID o dal Software CIE sul computer, e nella stessa operazione ne imposti uno nuovo.

Dopo dieci PUK sbagliati la carta si blocca per sempre e va rifatta. Quindi quando arrivi al PUK fermati e leggi bene le cifre prima di batterle.

Se hai perso il PIN

Con il PUK in mano ne imposti uno nuovo, dall’app CieID o dal Software CIE. Non serve andare da nessuna parte.

Se hai perso anche il PUK

Dipende da quella stessa cosa di prima, i contatti lasciati al Comune.

Se li avevi lasciati, lo recuperi da solo con l’app CieID: apri Recupero PUK, appoggi la carta al telefono, inserisci il numero di serie e indichi l’email o il numero che avevi dato. Poi aspetti quarantotto ore: l’attesa è voluta, per sicurezza. Passate quelle ti arriva un codice per SMS o per email, lo inserisci nell’app e vedi il tuo PUK. Due condizioni: il telefono deve avere un blocco schermo attivo (codice o impronta), e non si possono fare due richieste insieme.

Se non li avevi lasciati, si va di persona all’ufficio anagrafe e si chiede la ristampa dei codici. Non serve tornare nel Comune che ha fatto la carta: va bene qualunque Comune italiano. Già che ci sei fatti registrare email e cellulare: la volta dopo te la cavi da casa.

Se non sei cittadino italiano

La CIE la rilascia il Comune dove sei iscritto all’anagrafe e vale anche per i cittadini stranieri residenti. Per chi non è cittadino di un Paese dell’Unione europea viene rilasciata «non valida per l’espatrio»: è un documento di identità in Italia, per viaggiare c’è il passaporto. Ma per entrare nei siti pubblici funziona esattamente come quella di un italiano.

Se c’è di mezzo un figlio minorenne

I ragazzi fra i 5 e i 18 anni possono usare la CIE per entrare, ma solo sui servizi degli istituti scolastici. Sotto i cinque anni non si accede a niente.

Se qualcosa non va

Il Ministero dell’Interno ha un’assistenza dedicata ai cittadini: 06 4298 5699, oppure cie.cittadini@interno.it. Prima di chiamare tieni davanti il numero di serie della carta.

Un ultimo consiglio che fa risparmiare un pomeriggio: attiva la carta il giorno che arriva, non il giorno in cui ti serve. Se manca qualcosa — mezza metà di un codice, i contatti mai registrati — te ne accorgi con calma, e non mentre scade una domanda.

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