Conto, prepagata o Poste: quello che cambia sta in una riga, l'IBAN
Una carta prepagata con IBAN riceve lo stipendio e paga le bollette quasi come un conto corrente e di solito costa meno. Una senza IBAN no. E «il conto delle Poste» può essere l'una o l'altra cosa: conviene sapere quale hai.
Redazione Bahay 4 min di lettura
In questo articolo
«Mi serve un conto» può voler dire tre cose diverse e costano cifre diverse. La differenza non sta nel nome del prodotto: sta in una riga del contratto, l'IBAN.
L'IBAN è il codice che identifica il tuo rapporto: è quello che dai al datore di lavoro perché ti versi lo stipendio e alla compagnia della luce perché ti addebiti la bolletta. Se non c'è l'IBAN, quelle due cose non si possono fare.
La carta prepagata senza IBAN
È la più semplice: la ricarichi e la usi per pagare nei negozi e online. Costa poco, spesso si prende senza pratiche lunghe.
Cosa non puoi fare:
- farti accreditare lo stipendio o la pensione;
- fare bonifici;
- domiciliare le bollette, cioè farle pagare da sole ogni mese.
Va bene come portafoglio. Non va bene come unico strumento se lavori e paghi un affitto.
La carta prepagata con IBAN
È la via di mezzo ed è quella che serve a molte persone. Ha un IBAN, quindi:
- ci puoi far arrivare stipendio o pensione;
- puoi fare e ricevere bonifici;
- puoi domiciliare le bollette con l'addebito diretto (SDD, il sistema europeo dei pagamenti ricorrenti).
E costa meno di un conto: molte banche la rilasciano gratis, il canone mensile è più basso e di norma non si paga l'imposta di bollo — quei 34,20 € l'anno che il conto corrente paga sopra i 5.000 € di giacenza media.
Cosa le manca rispetto a un conto: in genere non si va in rosso (niente fido), non ci sono assegni e alcune operazioni allo sportello non si fanno. Per la maggior parte delle persone non sono mancanze che pesano.
Il conto corrente
Fa tutto quello che fa la prepagata con IBAN, più le cose che servono quando la vita si complica: il fido, gli assegni, i prodotti di risparmio, il mutuo con la stessa banca. Costa di più: canone, imposta di bollo e il prezzo delle operazioni.
Se cerchi il conto che costa meno, o quello gratuito per chi ha un ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) basso, leggi Il conto corrente si può pagare poco e in alcuni casi niente.
E le Poste? Sono tutte e due le cose
Qui nasce la confusione più comune ed è utile scioglierla: alle Poste esistono due prodotti diversi e la gente chiama tutti e due «il conto delle Poste».
- BancoPosta è un conto corrente a tutti gli effetti;
- Postepay Evolution è una carta prepagata con IBAN.
Non è una differenza di marchio: è la differenza di cui parla tutto questo articolo. Guarda cosa c'è scritto sul tuo contratto, perché decide cosa puoi fare e quanto paghi.
Come si sceglie, in tre domande
- Devi ricevere uno stipendio o una pensione? Allora ti serve l'IBAN: prepagata con IBAN o conto.
- Devi far pagare da sole le bollette o l'affitto? Ancora IBAN.
- Ti serve andare in rosso, avere assegni, chiedere un prestito con quella banca? Allora serve il conto corrente.
Se hai risposto sì solo alle prime due, la prepagata con IBAN è quasi sempre la scelta che costa meno.
Due cose che valgono per tutte
Nessuno può chiederti di pagare per farti accreditare lo stipendio. E se il datore di lavoro ti dice che ti paga in contanti perché «non hai il conto», ricorda che lo stipendio in contanti non è ammesso: va pagato con mezzi tracciabili. Ne parliamo negli articoli sul lavoro domestico.
L'IBAN si dà, la password no. L'IBAN non è un segreto: serve a ricevere soldi e si può dare tranquillamente. Sono i codici di accesso, i PIN e i codici usa e getta che non si danno a nessuno, nemmeno a chi dice di chiamare dalla banca. Come riconoscere questi tentativi sta in Truffe via SMS e WhatsApp: come riconoscerle.
Se apri qualcosa, chiedi il documento dei costi
Per il conto corrente la banca deve darti il Documento informativo sulle spese prima della firma, con dentro il costo annuo indicativo. Per le carte c'è un documento analogo. Chiedilo: è l'unico modo di confrontare due offerte senza fidarsi di quello che viene detto allo sportello.
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