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Permesso di soggiorno

Dimora abituale: la dichiarazione da rinnovare a ogni permesso

Quando rinnovi il permesso di soggiorno hai sessanta giorni per dirlo al comune. Se non lo fai, dopo sei mesi dalla scadenza possono cancellarti dall'anagrafe: ma prima devono avvisarti, e da quel momento hai trenta giorni per rimediare.

6 min di lettura

In questo articolo
  1. La regola, in due righe
  2. Perché esiste questa regola
  3. Che cosa succede se non la rinnovi
  4. La rete di sicurezza: se stai aspettando il rinnovo
  5. Che cosa comporta davvero la cancellazione
  6. Come si fa, in pratica
  7. Due cose che questa dichiarazione non copre
  8. Il modulo guidato di Bahay Italia

C'è un adempimento che quasi nessuno conosce e che, se salti, può farti perdere la residenza senza che tu abbia fatto niente di sbagliato: ogni volta che rinnovi il permesso di soggiorno devi tornare al comune e rinnovare la dichiarazione di dimora abituale.

Non è una pratica lunga: è una dichiarazione, con allegata la copia del permesso nuovo. Ma va fatta, e ha una scadenza.

La regola, in due righe

L'articolo 7, comma 3 del regolamento anagrafico — il d.P.R. 223/1989, in questa parte scritto dall'articolo 15 del d.P.R. 394/1999 — dice che lo straniero iscritto in anagrafe ha l'obbligo di rinnovare all'ufficio anagrafe la dichiarazione di dimora abituale nel comune di residenza entro sessanta giorni dal rinnovo del permesso di soggiorno, corredata dal permesso medesimo.

Tradotto: quando ritiri il permesso nuovo, hai due mesi per dire al comune «sono ancora qui, e questo è il mio permesso rinnovato».

Perché esiste questa regola

Per un cittadino italiano la residenza non ha bisogno di conferme: una volta iscritto, resta iscritto. Per un cittadino non comunitario l'iscrizione anagrafica è invece agganciata alla regolarità del soggiorno, e il comune non ha nessun modo di sapere da solo che tu il permesso l'hai rinnovato. Glielo devi dire tu.

È un meccanismo che, visto da fuori, sembra una scocciatura burocratica. Visto da dentro è la cosa che tiene in piedi la tua residenza — e con la residenza la carta d'identità, i certificati, il medico di base, l'iscrizione dei figli a scuola.

Che cosa succede se non la rinnovi

L'articolo 11, comma 1, lettera c) dello stesso regolamento prevede la cancellazione dall'anagrafe per mancato rinnovo della dichiarazione, trascorsi sei mesi dalla scadenza del permesso di soggiorno o della carta di soggiorno.

Ma — ed è la parte che conta — la cancellazione non è automatica. La stessa norma la subordina a un avviso da parte dell'ufficio, con invito a provvedere nei successivi trenta giorni.

Quindi la sequenza vera è questa:

  1. il tuo permesso scade;
  2. passano sei mesi senza che tu abbia rinnovato la dichiarazione;
  3. il comune ti scrive, di solito per raccomandata, invitandoti a provvedere;
  4. da quando ricevi quella lettera hai trenta giorni;
  5. solo se non fai niente, la cancellazione va avanti.

Quella lettera non va ignorata. È l'ultimo passaggio in cui rimediare costa una fotocopia e un'ora di fila; dopo, costa una nuova iscrizione anagrafica con tutti i controlli daccapo.

Se leggi «un anno», stai leggendo una pagina vecchia

Fino al 2009 il termine era di un anno. L'ha portato a sei mesi l'articolo 1, comma 28 della legge 15 luglio 2009 n. 94. Su internet circolano ancora moduli e pagine di comuni con il vecchio termine: quello che vale oggi è sei mesi.

La rete di sicurezza: se stai aspettando il rinnovo

È la domanda che fanno tutti, ed è quella con la risposta più rassicurante. Se hai presentato la domanda di rinnovo e stai ancora aspettando il permesso nuovo — cosa che in molte questure richiede mesi — non perdi l'iscrizione anagrafica.

Lo ha messo nero su bianco il Ministero dell'Interno con la circolare n. 19 del 7 agosto 2009: «gli stranieri non decadono dall'iscrizione nella fase di rinnovo del permesso di soggiorno». All'ufficio porti:

  • la ricevuta della domanda di rinnovo (quella dell'ufficio postale o dello Sportello unico);
  • il permesso scaduto, che serve a far vedere che la domanda è stata presentata nei termini.

Con quelle due carte la tua posizione resta in piedi mentre la Questura lavora.

Che cosa comporta davvero la cancellazione

Essere cancellati dall'anagrafe non è una nota su un registro: è restare senza residenza. Vuol dire non poter rinnovare la carta d'identità, non poter chiedere i certificati, perdere l'iscrizione al Servizio sanitario nazionale e quindi il medico di base, e trovarsi complicata ogni pratica che chiede un indirizzo — dalla banca alla scuola.

E c'è un danno meno visibile che si vede anni dopo: la continuità della residenza è quello che si guarda per il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo e per la domanda di cittadinanza per residenza. Un buco di mesi nella storia anagrafica è un problema che ti ritrovi davanti molto più tardi, quando serve dimostrare gli anni.

Come si fa, in pratica

  1. Appena ritiri il permesso nuovo, segnati la data. Da lì contano sessanta giorni.
  2. Prepara la dichiarazione con i tuoi dati, gli estremi del permesso e l'indirizzo dove abiti.
  3. Allega la copia del permesso (fronte e retro) e la copia di un tuo documento d'identità.
  4. Consegnala. Allo sportello dell'anagrafe, per raccomandata, oppure via email o PEC: in questo caso firmi il foglio a penna, lo scansioni e lo mandi insieme alle copie, secondo le modalità dell'articolo 38 del d.P.R. 445/2000. Gli indirizzi giusti sono pubblicati sul sito del tuo comune.
  5. Tieni la ricevuta o la mail di conferma: è la prova che l'hai fatta.

Molti comuni hanno un proprio modulo prestampato: se c'è, va benissimo usarlo. Non esiste un modello unico nazionale come per la dichiarazione di residenza — quello che la legge chiede è la dichiarazione, non un modello particolare.

Due cose che questa dichiarazione non copre

  • Se hai anche cambiato casa, questa non basta: serve la dichiarazione di residenza per cambio di abitazione, che è un'altra procedura e va fatta comunque.
  • Se sei cittadino di un Paese dell'Unione europea, questa regola non ti riguarda: per te valgono le regole del d.lgs. 30/2007, che sono un'altra cosa.

Il modulo guidato di Bahay Italia

Dentro Bahay Italia trovi il rinnovo della dichiarazione di dimora abituale fra i moduli guidati: rispondi a domande semplici nella tua lingua, ti spieghiamo ogni campo mentre lo compili, e alla fine scarichi la dichiarazione già scritta, con in coda l'elenco di quello che devi allegare e i modi per consegnarla. Se hai già compilato un altro modulo, i tuoi dati sono già al loro posto.

Non ti chiediamo nessuna scansione: la copia del permesso la porti tu allo sportello, o la alleghi tu alla tua email.

Questa guida spiega la regola nazionale. Ogni comune ha i propri orari, i propri indirizzi e a volte un proprio modulo: il sito del tuo comune resta il posto dove controllare i dettagli. Se hai già ricevuto un avviso di cancellazione, non aspettare: vai all'anagrafe, o fatti aiutare da un CAF o da un patronato.

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