Vai al contenuto
Dove ci trovi
Bahay Italia

Famiglia e casa

Dichiarazione di residenza: il modulo spiegato campo per campo

Chi cambia casa deve dichiararlo all'anagrafe. Che cosa scrivere in ogni campo, che documenti allegare se non sei cittadino italiano, i 45 giorni dei controlli e che cosa succede se qualcosa non torna.

10 min di lettura

In questo articolo
  1. Che cos'è la residenza, e perché conta
  2. Quando si presenta la dichiarazione
  3. Come si consegna
  4. Chi si scrive nel modulo
  5. I campi del modulo, e quelle stelline accanto al nome
  6. Il titolo di occupazione: la parte in cui si sbaglia di più
  7. Se non sei cittadino italiano: i documenti da allegare
  8. Quanto ci mette il comune
  9. Se qualcosa non va
  10. Gli errori che costano più tempo
  11. Il modulo guidato di Bahay Italia

Se hai cambiato casa — sei arrivato dall'estero, ti sei spostato da un altro comune o hai solo traslocato in un'altra via della stessa città — devi dirlo all'anagrafe del comune dove abiti adesso. Si fa con un modulo unico, uguale in tutta Italia, che si chiama dichiarazione di residenza.

Questa guida spiega quando si presenta, come si compila, che cosa bisogna allegare se non si è cittadini italiani, quanto tempo ci mette il comune e che cosa succede se qualcosa non torna.

Che cos'è la residenza, e perché conta

La residenza è il comune dove hai la dimora abituale: dove vivi davvero, non dove ricevi la posta o dove hai un contratto. Il comune lo verifica, di solito con il passaggio di un agente della polizia locale a casa tua.

Dalla residenza dipendono cose molto concrete: la carta d'identità, i certificati anagrafici, l'iscrizione al Servizio sanitario nazionale e la scelta del medico di base, l'iscrizione dei figli a scuola, l'indirizzo sulla patente. Ed è il presupposto di percorsi lunghi come il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o la domanda di cittadinanza per residenza: in quei casi conta da quanto tempo sei iscritto, senza interruzioni.

Quando si presenta la dichiarazione

Il modulo serve in cinque situazioni, e la prima cosa da fare è mettere la crocetta su quella giusta:

  • Arrivi da un altro comune italiano. Devi indicare il comune da cui vieni. Alla cancellazione dall'altro comune pensa l'anagrafe: non devi andarci tu.
  • Arrivi dall'estero. Devi indicare lo Stato estero di provenienza.
  • Sei un cittadino italiano iscritto all'AIRE — l'Anagrafe degli italiani residenti all'estero — e torni in Italia. Vanno indicati lo Stato estero e il comune di iscrizione AIRE.
  • Hai cambiato casa dentro lo stesso comune. Anche il trasloco da una via all'altra della stessa città va dichiarato.
  • Iscrizione per altro motivo, da specificare a mano.

Come si consegna

Non sei obbligato ad andare allo sportello. La dichiarazione si può presentare in quattro modi:

  • allo sportello dell'anagrafe del comune dove vai ad abitare;
  • per raccomandata;
  • via fax;
  • per via telematica, cioè via internet.

L'invio via internet vale solo a una di queste condizioni: che la dichiarazione sia firmata con firma digitale; che tu ti sia identificato con la carta d'identità elettronica o la carta nazionale dei servizi, o con un altro strumento che permetta di capire chi sta dichiarando; che sia mandata dalla tua PEC, la posta elettronica certificata; oppure che tu firmi il modulo a penna, lo scansioni e lo mandi per email normale.

Gli indirizzi esatti a cui mandarla — posta, email, numero di fax — ogni comune è tenuto a pubblicarli sul proprio sito. Cercali lì prima di spedire: mandare la dichiarazione all'indirizzo sbagliato significa perdere giorni.

Chi si scrive nel modulo

Il modulo lo compila una persona sola, il richiedente, ma riguarda anche chi si trasferisce con lui.

  • Nella prima parte vanno i dati del richiedente.
  • Poi c'è spazio per i familiari che si trasferiscono insieme: per ognuno servono gli stessi dati, più il rapporto di parentela con il richiedente (moglie, marito, figlio, madre…).
  • Il richiedente compila il modulo anche per le persone su cui esercita la potestà o la tutela: in pratica, per i figli minori.
  • Tutti i componenti maggiorenni firmano il modulo, e per ognuno va allegata la copia di un documento d'identità.

Se vieni dall'estero e vuoi che in anagrafe risulti il legame di parentela — che siete marito e moglie, che quello è tuo figlio — devi allegare i documenti che lo dimostrano, tradotti e legalizzati secondo le regole. Senza, il comune vi registra come persone che convivono, non come famiglia, e i certificati che potrai chiedere saranno diversi.

I campi del modulo, e quelle stelline accanto al nome

Nel modulo ogni campo ha uno, due o tre asterischi. Non è un dettaglio grafico: dicono che cosa succede se lo lasci vuoto.

SegnoChe cosa vuol dire
* Obbligatorio. Se manca, la domanda non è nemmeno ricevibile: il comune non la registra. Sono i dati anagrafici di base (cognome, nome, data e luogo di nascita, sesso, cittadinanza, codice fiscale) e il nuovo indirizzo.
** Dati di interesse statistico. Stato civile, professione, titolo di studio. Non bloccano la pratica, ma il modulo li chiede: servono alle statistiche sulla popolazione.
*** Patente e veicoli. Interessano il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (articolo 116, comma 11, del Codice della strada): servono a far aggiornare l'indirizzo sulla patente e sui documenti dei veicoli che hai intestati. Se hai la patente italiana e un'auto, compilarli ti risparmia una pratica a parte.

Il nuovo indirizzo va scritto per intero e con precisione: comune, provincia, via o piazza, numero civico, e poi scala, piano e interno. Sono i dati con cui chi verrà a controllare dovrà trovare il tuo campanello.

Il titolo di occupazione: la parte in cui si sbaglia di più

Dal 2014 chi dichiara la residenza deve dire anche a che titolo occupa la casa. È il punto più delicato del modulo, perché l'articolo 5 del decreto legge 47/2014 (convertito nella legge 80/2014) dice che se la dichiarazione è falsa l'iscrizione è nulla, e lo è fin dal giorno in cui l'hai presentata: è come se non l'avessi mai fatta.

Le caselle possibili sono sei:

  1. Proprietario: servono i dati catastali della casa (sezione, foglio, particella o mappale, subalterno). Li trovi sull'atto di acquisto o su una visura catastale.
  2. Intestatario di un contratto di locazione registrato all'Agenzia delle Entrate: vanno indicati l'ufficio, la data e il numero di registrazione. Sono scritti sulla ricevuta di registrazione. Un contratto d'affitto non registrato non va bene.
  3. Intestatario di un contratto di edilizia residenziale pubblica — la casa popolare: si allega copia del contratto o del verbale di consegna.
  4. Comodatario, cioè hai la casa in uso gratuito con un contratto di comodato registrato: ufficio, data e numero di registrazione.
  5. Usufruttuario: si indicano gli estremi dell'atto.
  6. Altro titolo legittimo: qui si scrive a mano la situazione, con i dati che permettono all'ufficio di verificarla.

La casella 6 è quella che riguarda molte persone che vivono in una stanza presa da chi ha l'affitto intestato, o ospiti di un familiare. In quel caso non basta scrivere «ospite»: serve indicare chi è l'intestatario del contratto o il proprietario e su quale base tu occupi la casa — di solito con una dichiarazione di ospitalità firmata da chi ti ospita. Se non sai che cosa scrivere, chiedi prima all'anagrafe: è meglio una domanda in più che una dichiarazione sbagliata.

Se non sei cittadino italiano: i documenti da allegare

Cittadini di Paesi fuori dall'Unione europea

Per te la regola in più è questa: l'iscrizione in anagrafe avviene solo se presenti i documenti che dimostrano che il tuo soggiorno è regolare. Sono quattro le situazioni previste dal modulo.

  • Hai un titolo di soggiorno valido: copia del passaporto (o documento equivalente) in corso di validità e copia del titolo di soggiorno valido.
  • Il permesso è scaduto e lo stai rinnovando: copia del passaporto valido, copia del permesso scaduto e la ricevuta della richiesta di rinnovo. Essere in attesa del rinnovo non ti impedisce di dichiarare la residenza.
  • Aspetti il primo permesso per lavoro subordinato: copia del passaporto, copia del contratto di soggiorno firmato allo Sportello unico per l'immigrazione, la ricevuta postale della richiesta di permesso e la domanda presentata allo Sportello unico.
  • Aspetti il permesso per ricongiungimento familiare: copia del passaporto, ricevuta postale della richiesta di permesso e fotocopia del nulla osta rilasciato dallo Sportello unico.

In tutti e quattro i casi, se vuoi che sia registrato il rapporto di parentela con chi si trasferisce con te, vanno allegati anche gli atti di stato civile originali, tradotti e legalizzati.

Cittadini dell'Unione europea

Chi ha la cittadinanza di un Paese dell'Unione europea allega documenti diversi a seconda della propria condizione: lavoratore dipendente o autonomo, persona con risorse economiche proprie, studente, oppure familiare di un cittadino dell'Unione. Per chi non lavora servono anche un'assicurazione sanitaria valida almeno un anno e la dichiarazione di avere risorse economiche sufficienti, parametrate all'assegno sociale. Attenzione: gli importi stampati sul modulo sono quelli di anni ormai lontani; la cifra si aggiorna ogni anno, quindi va chiesta all'anagrafe o verificata sulle fonti aggiornate.

Quanto ci mette il comune

Dal 2012 il cambio di residenza è «in tempo reale», e vuol dire una cosa precisa:

  • l'ufficiale d'anagrafe registra la dichiarazione entro due giorni lavorativi;
  • gli effetti però decorrono dal giorno in cui l'hai presentata, non dal giorno della registrazione;
  • da lì il comune ha 45 giorni per verificare che tu abiti davvero lì e che i requisiti ci siano;
  • se passano 45 giorni e non ti dicono niente, la tua iscrizione si intende confermata. È il silenzio-assenso: il silenzio dell'ufficio vale come sì.

Nel frattempo sei già residente. Se vieni da un altro comune, finché i tuoi dati completi non arrivano dal comune di prima, il nuovo comune può rilasciarti il certificato di residenza e lo stato di famiglia limitatamente a quello che già gli risulta.

Se qualcosa non va

Se la verifica ha esito negativo — non ti trovano a casa, manca un requisito, il titolo di occupazione non regge — l'ufficio deve scrivertelo prima di decidere. Da quando ricevi la comunicazione hai 10 giorni per rispondere per iscritto e allegare documenti. È un diritto previsto dall'articolo 10-bis della legge 241/1990, e va usato: molte pratiche si salvano con una spiegazione e una carta in più.

Se le tue osservazioni non vengono accolte, il comune ripristina la situazione anagrafica di prima, con effetto retroattivo. In pratica: la nuova residenza viene cancellata come se non fosse mai esistita, e torna quella vecchia.

Una dichiarazione falsa, poi, non è una svista: gli articoli 75 e 76 del d.P.R. 445/2000 prevedono la decadenza da tutto quello che hai ottenuto grazie a quella dichiarazione e il rilievo penale del falso, e il comune segnala la discordanza alle autorità di pubblica sicurezza.

Gli errori che costano più tempo

  • Lasciare vuoto un campo con l'asterisco: la domanda non è ricevibile e ricomincia tutto da capo.
  • Dimenticare la copia del documento d'identità, tua o di un familiare maggiorenne che si trasferisce con te.
  • Non far firmare il modulo a tutti i maggiorenni.
  • Scrivere gli estremi del contratto d'affitto a memoria invece di copiarli dalla ricevuta di registrazione.
  • Non farsi trovare: se nessuno apre quando passa la polizia locale, la verifica può chiudersi male. Se lavori tutto il giorno, dillo all'anagrafe e lascia un recapito telefonico nel riquadro delle comunicazioni.
  • Mandare la dichiarazione a un indirizzo email trovato per caso invece di quello pubblicato dal comune.

Il modulo guidato di Bahay Italia

Il modulo è lo stesso in tutta Italia, ma è lungo, è solo in italiano e usa parole che nessuno usa parlando. Per questo dentro Bahay Italia c'è un modulo guidato: ti fa domande semplici nella tua lingua, spiega ogni campo mentre lo compili, riempie da solo i dati che già conosce, ti fa rileggere e correggere tutto e alla fine ti dà il modulo ufficiale già compilato, pronto da stampare, firmare e consegnare. Lo trovi nella sezione Moduli della tua area personale, dopo esserti registrato. Non ti chiediamo nessuna scansione dei documenti: le copie le porti tu allo sportello.

Questa guida spiega la procedura nazionale. Ogni comune può chiedere qualche allegato in più e ha i propri orari e indirizzi: il sito del tuo comune resta il posto dove controllare i dettagli. E se la tua situazione è particolare, un CAF, un patronato o l'ufficio anagrafe stesso possono guardarla con te prima che tu firmi.

Articoli collegati

Scelti dalla redazione perché si leggono insieme a questo.

Guide

Il nome di mezzo dei cittadini filippini nei documenti italiani

Sul passaporto ci sono tre parole, sul permesso due, sulla tessera sanitaria un'altra combinazione ancora. Che cosa dicono le circolari del 2010 e del 2011, e come si rimettono in fila i documenti senza perdere quello che hai già fatto.

Verificato il 31 ago 2026

Permesso di soggiorno

Dimora abituale: la dichiarazione da rinnovare a ogni permesso

Quando rinnovi il permesso di soggiorno hai sessanta giorni per dirlo al comune. Se non lo fai, dopo sei mesi dalla scadenza possono cancellarti dall'anagrafe: ma prima devono avvisarti, e da quel momento hai trenta giorni per rimediare.

Verificato il 31 ago 2026

Famiglia e casa Roma

In quale Municipio di Roma abiti, e come si fa a saperlo

Il Municipio non è scritto sulla carta d'identità, non è il CAP e non è il nome del quartiere: dipende dalla via e dal numero civico della tua residenza. Il Comune di Roma ha un elenco ufficiale delle strade, il viario, che lo dice per ogni via.

Verificato il 1 set 2026

Guide

Appena arrivato in Italia: le tre cose da fare, in ordine

Otto giorni lavorativi dall'ingresso, e la sveglia non suona. Lo Sportello Unico in Prefettura, il kit alle poste abilitate, la dichiarazione di residenza al comune: chi deve fare cosa, in che ordine e che cosa non deve perdere.

Verificato il 31 ago 2026

Ti potrebbe interessare

Famiglia e casa Torino

A Torino il bibliobus arriva a Vanchiglia: ogni lunedì in piazza Santa Giulia, e la tessera è gratis

Da lunedì 12 ottobre 2026 il Bibliobus 1 si ferma in piazza Santa Giulia, ogni lunedì dalle 14.30 alle 18.30. È una biblioteca su ruote: ci prendi e restituisci i libri, ti iscrivi sul posto e usi il wi-fi. L'iscrizione non costa niente e serve solo un documento valido con il codice fiscale. La fermata è una prova e dura fino alla fine dell'anno: a gennaio il Comune rivede il calendario guardando quanta gente l'ha usata.

Verificato il 12 ott 2026

Famiglia e casa Toscana Fra 8 giorni

Nidi Gratis in Toscana: domande fino al 26 ottobre, ma prima serve il bonus dell'INPS

La Regione Toscana ha riaperto le domande per Nidi Gratis: fino alle 18 del 26 ottobre 2026 puoi chiedere lo sconto sulla retta del nido, fino a 527,27 € al mese per bambino, con un ISEE fino a 40.000 €. Vale in tutta la Toscana, Firenze compresa. C'è una condizione che i comunicati non spiegano: devi aver già chiesto all'INPS il bonus asilo nido, perché la Regione paga la parte che l'INPS non rimborsa.

Verificato il 12 ott 2026