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Senza permesso di soggiorno le cure ci sono e l'ospedale non ti segnala

La legge italiana garantisce le cure urgenti ed essenziali anche a chi non ha il permesso di soggiorno e vieta la segnalazione alle autorità di polizia. Lo strumento si chiama codice STP, si chiede alla ASL o in ospedale, dura sei mesi ed è rinnovabile.

Redazione Bahay 4 min di lettura

In questo articolo
  1. Che cure sono garantite
  2. Il codice STP: come si chiede
  3. Il ticket e la dichiarazione di indigenza
  4. Cosa il codice STP non è
  5. Se hai il permesso scaduto, o sei in attesa
  6. Per i bambini vale sempre
  7. Dove andare, oltre all'ospedale

È la paura che tiene lontane dagli ospedali le persone che ne hanno più bisogno: «se vado a farmi curare senza permesso di soggiorno, mi denunciano».

La legge italiana dice il contrario e lo dice da più di vent'anni. L'articolo 35 del Testo unico sull'immigrazione (D.Lgs. 286/1998) stabilisce che l'accesso alle strutture sanitarie da parte di chi non è in regola con le norme sul soggiorno non può comportare alcun tipo di segnalazione all'autorità di polizia, salvo i casi in cui è obbligatorio il referto, a parità di condizioni con il cittadino italiano.

Quell'ultima frase è la parte importante: l'obbligo di referto esiste anche per un italiano — riguarda i reati, per esempio una ferita d'arma da fuoco — e non riguarda il fatto di non avere il permesso.

Che cure sono garantite

La legge parla di cure urgenti ed essenziali, ambulatoriali e ospedaliere, anche continuative, per malattia e infortunio, nelle strutture pubbliche e in quelle private accreditate.

  • urgenti: le cure che non si possono rimandare senza pericolo per la vita o danno per la salute;
  • essenziali: le cure per malattie non pericolose nell'immediato ma che nel tempo possono diventarlo;
  • continuative: la parola che conta, perché significa che una cura iniziata non si interrompe quando finisce l'urgenza.

Sono garantiti in particolare, sempre per l'articolo 35:

  • la gravidanza, la maternità e la tutela del nascituro;
  • la salute del minore;
  • le vaccinazioni e gli interventi di profilassi;
  • la diagnosi e la cura delle malattie infettive;
  • la cura della tossicodipendenza.

Il codice STP: come si chiede

Lo strumento pratico si chiama codice STP, che sta per Straniero Temporaneamente Presente. È un codice di sedici caratteri che funziona al posto del codice fiscale per la sanità.

  • Dove: agli sportelli della ASL — l'azienda sanitaria locale — o in ospedale. Viene assegnato quando chiedi le cure, oppure su richiesta esplicita.
  • Quanto dura: sei mesi ed è rinnovabile.
  • Dove vale: su tutto il territorio nazionale, non solo nella città dove l'hai chiesto.
  • Cosa serve: le tue generalità. Non serve un documento di soggiorno, che è tutto il punto.

Il ticket e la dichiarazione di indigenza

Chi ha il codice STP paga il ticket come chiunque altro. Ma chi non ha i soldi per pagarlo può firmare una dichiarazione di indigenza, che vale sei mesi e dà l'esenzione dal ticket per le prestazioni previste dall'articolo 35.

La dichiarazione si firma allo sportello. Chiedila: non sempre viene proposta e senza di quella il conto arriva.

Cosa il codice STP non è

Questa è la parte da leggere con attenzione, perché la confusione qui costa cara.

  • Non è un permesso di soggiorno e non avvia nessuna pratica per averlo. Serve solo per la sanità.
  • Non dà il medico di famiglia. Il medico di famiglia si ha con l'iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale, che richiede un permesso: se ce l'hai, il percorso è un altro e sta in Iscriversi al Servizio Sanitario Nazionale: per quasi tutti è gratis.
  • Non copre tutto: copre le cure urgenti, essenziali e continuative, non l'intera assistenza che ha un iscritto al Servizio Sanitario Nazionale.

Se hai il permesso scaduto, o sei in attesa

Sono due situazioni diverse e vale la pena distinguerle.

Se hai chiesto il rinnovo e hai la ricevuta, in genere non sei nel caso dell'articolo 35: l'iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale prosegue. Porta la ricevuta e dillo subito allo sportello.

Se il permesso è scaduto e il rinnovo non l'hai chiesto, il codice STP è la strada che ti mette al riparo dal restare senza cure mentre risolvi il resto.

Per i bambini vale sempre

La tutela della salute del minore è nominata espressamente dalla legge e non dipende dalla posizione dei genitori. Se hai un figlio e sei nella condizione di cui parla questo articolo, porta il bambino: le vaccinazioni e le cure pediatriche sono fra le cose garantite.

Dove andare, oltre all'ospedale

In molte città esistono ambulatori di associazioni e del volontariato che visitano gratuitamente e conoscono queste procedure meglio di chiunque: sono il posto giusto se hai paura di presentarti in ospedale o se allo sportello ti hanno risposto male. Chiedi alla Caritas della tua città, a uno sportello immigrazione del comune o a un'associazione della tua comunità.

Se in ospedale ti dicono che senza documenti non ti possono curare, chiedi di parlare con la direzione sanitaria e nomina l'articolo 35 del Testo unico sull'immigrazione. È il tipo di frase che cambia una conversazione.

Informazioni verificate il 11 set 2026.

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