Il conto corrente si può pagare poco e in alcuni casi niente
Quanto costa un conto dipende da tre voci sole: il canone, l'imposta di bollo e le operazioni. C'è un documento che le mette tutte in fila e che le banche devono darti prima della firma e serve a confrontare le offerte davvero.
Redazione Bahay 4 min di lettura
In questo articolo
Un conto corrente serve per farsi pagare lo stipendio, per pagare l'affitto e le bollette, per mandare i soldi a casa. Quello che quasi nessuno fa e che vale qualche decina di euro all'anno è confrontare quanto costa prima di aprirlo.
La buona notizia è che i costi di un conto sono tre voci, non trenta. Se capisci queste tre, sai leggere qualunque offerta.
1. Il canone
È quanto paghi solo per avere il conto, indipendentemente da quanto lo usi. Si paga al mese o all'anno.
Molte banche azzerano il canone a certe condizioni: se ti fai accreditare lo stipendio, se il conto è online, se hai meno di una certa età. Sono condizioni vere, ma vanno lette: il canone azzerato «con accredito dello stipendio» torna a essere dovuto il mese in cui lo stipendio non arriva.
2. L'imposta di bollo: 34,20 € l'anno, ma non sempre
È una tassa dello Stato, non un guadagno della banca: nessuna banca può toglierla. Per una persona fisica è di 34,20 € l'anno.
Ma non si paga se la giacenza media del conto non supera 5.000 €. La giacenza media non è quanto hai sul conto oggi: è la media di tutto l'anno — si sommano i saldi di ogni giorno e si divide per 365. Se il tuo stipendio entra e se ne va nel giro del mese, quella media resta bassa.
Attenzione a una trappola: se hai più conti o libretti nella stessa banca e intestati allo stesso modo, per il calcolo si considerano insieme.
3. Le operazioni
Ogni bonifico, ogni prelievo al bancomat di un'altra banca, ogni carta può avere un prezzo. Presi da soli sono importi piccoli — un bonifico può costare qualche euro —, ma è qui che si spende senza accorgersene se fai molte operazioni.
Conta le tue: quanti bonifici fai in un mese, quante volte prelevi, se paghi le bollette dal conto. Un conto con canone alto e operazioni gratuite può costare meno di un conto gratis dove ogni bonifico si paga.
Il documento che permette di confrontare davvero
Qui c'è una cosa che quasi nessuno sa e che vale la pena sapere: la banca è obbligata a darti, prima della firma, il Documento informativo sulle spese.
Dentro c'è l'Indicatore dei Costi Complessivi (ICC): il costo annuo indicativo del conto, calcolato su profili di utilizzo standard (giovani, famiglie, pensionati, con più o meno operazioni). Serve esattamente a una cosa: mettere due offerte una accanto all'altra.
Lo schema di quel documento è uguale per tutte le banche dell'Unione europea, quindi si confronta riga per riga. Chiedilo in filiale o scaricalo dal sito, di due o tre banche, prima di decidere.
Il conto di base e quando è gratis
Esiste un conto pensato per chi ha bisogno solo dell'essenziale: si chiama conto di base. Ha un canone unico che comprende un numero prestabilito di operazioni e permette le cose che servono davvero: ricevere lo stipendio o la pensione, fare bonifici, avere la carta di debito (il bancomat).
Due casi in cui costa meno di qualunque altra cosa:
- con un ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) sotto 11.600 € non paghi né il canone né l'imposta di bollo;
- con una pensione lorda fino a 18.000 € l'anno paghi solo l'imposta di bollo.
Il conto di base lo abbiamo raccontato per intero in Il conto di base: il conto corrente che costa poco o niente, con come si chiede e cosa fare se la banca fa resistenza.
Tre cose da controllare prima di firmare
- Il canone è azzerato «a condizione»? Fatti dire quale condizione e cosa succede il mese in cui non si verifica.
- Quanto costa un bonifico verso l'estero? Se mandi soldi a casa, è la voce che pesa di più e non si legge nel canone. Ne parliamo in Mandare soldi a casa: quanto costa davvero.
- C'è una carta inclusa e quanto costa? La carta di debito spesso è compresa; quella di credito quasi mai.
Cambiare banca è gratis e la banca deve farlo per te
Se trovi di meglio non devi chiudere e riaprire da solo: esiste una procedura di trasferimento fra banche, senza spese per te. Si chiede alla banca nuova, che si occupa di spostare gli accrediti e gli addebiti automatici.
Se il conto che hai ti sta stretto, questa è la strada: prima confronti con il Documento informativo sulle spese, poi chiedi il trasferimento.
Se qualcosa non torna
Se la banca ti addebita voci che non riconosci, la prima cosa è un reclamo scritto alla banca stessa. Se la risposta non arriva o non convince, ci si può rivolgere all'Arbitro Bancario Finanziario, che è un modo di risolvere le controversie senza andare in tribunale. Un'associazione dei consumatori o uno sportello del comune ti aiutano a scriverlo.
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