La carta della spesa non si chiede: il comune ti mette in lista, se hai l'ISEE
«Dedicata a te» è una carta per comprare da mangiare e non c'è nessuna domanda da fare: le liste le costruiscono l'INPS e il comune sui dati che hanno già. Servono l'iscrizione all'anagrafe, un ISEE fino a 15.000 € e almeno tre persone in famiglia.
Redazione Bahay 5 min di lettura
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«Dedicata a te» è una carta di pagamento che lo Stato carica una volta l'anno e serve per comprare generi alimentari. Nel 2025 valeva 500 € a famiglia. La misura è stata rifinanziata per il 2026 e il 2027.
La cosa da sapere prima di tutto: non si fa domanda. Nessun modulo, nessuno sportello, nessuna app. Le liste le fa l'INPS con i dati che ha già e i comuni le controllano.
Chi ci finisce dentro
Servono tutte e tre queste cose:
- essere iscritti all'anagrafe del comune dove vivi (l'ANPR, l'anagrafe nazionale);
- avere un ISEE ordinario in corso di validità fino a 15.000 €;
- essere una famiglia di almeno tre persone.
Quando i soldi non bastano per tutti — e non bastano mai — si va per priorità: prima le famiglie più numerose e a parità di numero l'ISEE più basso.
Non spetta a chi già riceve altri sostegni contro la povertà: la carta serve a chi resta fuori da quelli.
Quello che devi fare ed è poco
Due cose sole e sono le stesse che servono per tutto il resto:
- Essere iscritto all'anagrafe, tu e la tua famiglia. Se vivi in un comune ma sei iscritto in un altro, o non sei iscritto affatto, per queste liste non esisti.
- Avere l'ISEE fatto. Nessun ISEE, nessuna lista: ISEE passo passo: come si fa da soli, dal telefono.
Come si scopre di averla
Te lo dice il comune: manda una comunicazione con il codice della carta. Non arriva un SMS dal governo e non arriva una email: se ricevi un messaggio che chiede i tuoi dati per «sbloccare la carta della spesa», è una truffa — le riconosci con Truffe via SMS e WhatsApp.
La carta si ritira in un ufficio postale, portando la comunicazione del comune e un documento. Chi l'aveva già l'anno prima non deve ritirare niente: i soldi vengono caricati sulla stessa carta.
⚠️ La cosa che fa perdere tutto: la prima spesa
Questa è la parte da ricordare, perché è successo a molte persone.
Bisogna fare almeno un acquisto entro una data precisa, altrimenti si decade dal beneficio e i soldi tornano indietro. Nel 2025 la data era il 16 dicembre. E le somme vanno usate tutte entro il termine previsto.
Quindi: quando arriva la carta, fai subito una spesa, anche piccola. Non aspettare il momento giusto.
Che cosa ci puoi comprare
- Alimentari di prima necessità — pane, pasta, riso, latte, carne, pesce, verdura, olio;
- carburante;
- abbonamenti ai mezzi pubblici locali.
Niente alcolici. La carta si usa nei negozi di alimentari e nei supermercati; in alcuni c'è anche uno sconto in più per chi paga con questa carta.
Quello che con questa carta non si può fare
Sono le cose che si scoprono alla cassa, quando è tardi. Con «Dedicata a te» non si può:
- prelevare contanti — è una carta per pagare, non per ritirare soldi;
- comprare su internet;
- usarla all'estero, nemmeno in vacanza;
- ricaricarla con soldi tuoi.
Al bancomat delle Poste (il Postamat) ci si può fare una cosa sola e vale la pena saperla: guardare quanto è rimasto e l'elenco delle spese fatte.
Due cose pratiche. Il PIN arriva in una busta separata dalla carta: sono due pezzi e vanno tenuti in due posti diversi. E sotto i 25 € si paga appoggiando la carta, senza digitare il PIN — comodo, ma è anche il motivo per cui una carta persa va bloccata subito.
Lo sconto in più nei negozi che aderiscono esiste davvero, ma cambia da catena a catena: l'elenco dei negozi convenzionati sta sul sito del Ministero dell'agricoltura, fra le fonti in fondo a questa pagina.
Se la perdi o te la rubano
Tre passaggi, in quest'ordine:
- Telefona subito al numero gratuito 800 210 170 (dall'estero +39 06 4526 3322, dove la chiamata si paga) e fatti dare il numero di blocco: segnatelo.
- Fai la denuncia ai carabinieri o alla polizia. Senza denuncia la carta nuova non te la danno.
- Vai in un ufficio postale con la denuncia e un documento: compili un modulo e ti danno una carta nuova, con sopra i soldi che erano rimasti.
Se invece la carta è solo rovinata o smagnetizzata basta portarla in un ufficio postale e te la cambiano, sempre con il saldo che c'era.
Se pensi di averne diritto e non arriva niente
Le cose da controllare, in quest'ordine:
- l'ISEE è stato rilasciato? Non basta aver iniziato la pratica: serve l'attestazione;
- siete tutti iscritti all'anagrafe allo stesso indirizzo?
- l'indirizzo che il comune ha è quello dove vivi adesso? La comunicazione arriva lì.
Poi si chiede all'ufficio servizi sociali del comune: sono loro che tengono la lista, non l'INPS e non le Poste.
Per il 2026
La misura c'è, ma importo e date cambiano ogni anno con il decreto che la rifinanzia. Quello che non cambia è il meccanismo: anagrafe, ISEE sotto la soglia, lista del comune, ritiro alle Poste, prima spesa entro la data.
Quindi la cosa utile da fare adesso è una sola: avere l'ISEE. Quando escono le liste, non c'è tempo per farlo.