ISEE passo passo: come si fa da soli, dal telefono, senza cercare nessun documento
Con la DSU precompilata i dati di redditi e conti li mette l'INPS insieme all'Agenzia delle Entrate: tu confermi. Ecco le tre fasi, gli errori che bloccano la pratica e cosa fare quando compare «sospesa».
Redazione Bahay 5 min di lettura
In questo articolo
- Prima di iniziare: le due cose che ti servono
- Fase 1 — Dichiari chi siete e dai l'autorizzazione
- Fase 2 — Aspetti e non devi fare niente
- Fase 3 — Rientri, controlli e l'attestazione esce subito
- Se compare «sospesa»: cosa è successo
- Se qualcosa non funziona, il CAF è gratis
- Tre cose da ricordare per l'anno prossimo
Questa è la guida pratica: come si fa l'ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) da soli, passo per passo. Se invece vuoi sapere che cos'è, a cosa serve e chi conta nella tua famiglia, leggi prima L'ISEE: il numero che decide quanto paghi e come si chiede gratis.
La cosa da sapere prima di cominciare: esiste la DSU precompilata. DSU sta per Dichiarazione Sostitutiva Unica ed è il modulo dell'ISEE. «Precompilata» vuol dire che i dati di redditi, conti correnti e case li mettono già l'INPS e l'Agenzia delle Entrate: tu li controlli e li confermi.
Due vantaggi che contano:
- non devi cercare nessun documento di conti e redditi;
- se confermi quello che è precompilato, eviti le segnalazioni di «omissioni o difformità» — cioè la lettera che dice che i tuoi numeri non tornano.
Prima di iniziare: le due cose che ti servono
- SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale), Carta d'Identità Elettronica o Carta Nazionale dei Servizi. Senza uno di questi non si entra.
- La tessera sanitaria di ogni persona maggiorenne della famiglia, con la sua data di scadenza. Servono se scegli la seconda strada del passo 2.
Si entra dal sito dell'INPS, nel Portale unico ISEE. Si può fare anche dall'app INPS Mobile, dal telefono.
Fase 1 — Dichiari chi siete e dai l'autorizzazione
La prima cosa che ti chiede è la composizione del nucleo familiare: chi sono le persone della famiglia. Se il tuo nucleo risulta già negli archivi dell'INPS, lo trovi già compilato e non lo devi scrivere.
Poi arriva il passaggio che decide tutto il resto: l'autorizzazione a precompilare i dati di ogni persona maggiorenne. Ci sono due strade.
- Ogni persona maggiorenne entra da sé con la propria identità digitale e dà l'autorizzazione. È la strada che l'INPS indica come consigliata.
- Fai tutto tu, inserendo per ogni maggiorenne i dati di delega e gli elementi di riscontro — il numero della tessera sanitaria e la sua scadenza. Questi dati vanno all'Agenzia delle Entrate, che li verifica.
Se in famiglia tutti hanno SPID, scegli la prima. La seconda è l'unica possibile quando qualcuno l'identità digitale non ce l'ha, ma è anche quella che può bloccarsi: vedi più avanti.
Fase 2 — Aspetti e non devi fare niente
Qui lavorano loro: l'INPS chiede all'Agenzia delle Entrate i dati, l'Agenzia verifica i riscontri che hai inserito e rimanda indietro quello che serve per riempire la dichiarazione.
Quando è pronta, l'INPS ti avvisa con una email e un SMS. È il motivo per cui conviene aver messo un numero e un indirizzo che guardi davvero.
Fase 3 — Rientri, controlli e l'attestazione esce subito
Ricevuto l'avviso, rientri nel sistema e la dichiarazione risulta elaborata. Da lì:
- accetti o correggi i dati precompilati;
- aggiungi quello che manca, cioè i dati che gli archivi non hanno;
- chiedi l'attestazione ISEE, che viene rilasciata immediatamente.
L'attestazione è il documento con il tuo numero: si scarica e si tiene. Chiunque nella famiglia può ottenerla.
Se compare «sospesa»: cosa è successo
Questa è la parte che manda in crisi le persone e succede solo se hai scelto la seconda strada, quella con i riscontri.
Sospesa vuol dire che almeno uno dei dati di riscontro che hai messo — numero o scadenza di una tessera sanitaria — non corrisponde. Si rimettono i dati giusti e si aspetta una nuova lavorazione.
Attenzione, perché è l'errore che costa: i tentativi sono tre. Esauriti i tre, la dichiarazione risulta bloccata. Quindi, prima di riprovare a caso, prendi in mano la tessera sanitaria della persona e copia numero e scadenza da lì — non dalla memoria.
Se qualcosa non funziona, il CAF è gratis
L'ISEE si può far fare a un CAF (Centro di Assistenza Fiscale) e per il cittadino è gratuito: il CAF viene pagato dallo Stato per questo servizio. È la strada giusta se:
- in famiglia manca l'identità digitale a qualcuno e i riscontri si sono bloccati;
- la situazione della famiglia è complicata (persone che vivono altrove, figli maggiorenni, separazioni);
- hai redditi o case nel tuo paese d'origine: vanno dichiarati e come si dichiarano è la domanda giusta da fare a un CAF o a un patronato.
Se scegli il CAF, porta i documenti di tutti e chiedi la copia dell'attestazione prima di uscire.
Tre cose da ricordare per l'anno prossimo
- L'ISEE vale per l'anno in cui lo chiedi e scade il 31 dicembre: a gennaio va rifatto, se ti serve.
- Molte prestazioni lo chiedono entro una data per avere gli arretrati: se ne stai chiedendo una, guarda la sua scadenza e non quella dell'ISEE.
- Se la tua situazione peggiora durante l'anno — perdi il lavoro, il reddito cala — esiste l'ISEE corrente, che rifà il calcolo su dati più recenti. Chiedilo, invece di tenerti un numero che non racconta più la tua situazione.
Se usi Bahay Italia, metti la scadenza del 31 dicembre fra le tue scadenze: è una di quelle che nessuno ti ricorda finché non ti serve il numero e non ce l'hai.
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