Il B1 per la cittadinanza: chi deve farlo, chi non deve e quale certificato vale
Prima di iscriverti a un esame, controlla il tuo permesso di soggiorno: se hai quello UE per soggiornanti di lungo periodo, per legge il B1 non devi dimostrarlo. E se lo devi fare, l'attestato A2 che ti è servito per il permesso non vale.
Redazione Bahay 6 min di lettura
In questo articolo
- Prima di tutto: forse non lo devi fare
- L'accordo di integrazione: chi l'ha firmato davvero
- Due categorie che invece l'esame lo devono fare
- Da quando si chiede
- Se lo devi fare: le strade che valgono
- Quello che non vale e viene presentato lo stesso
- A2 e B1: che differenza c'è, in pratica
- Le quattro domande da fare prima di iscriverti
- Se il permesso di lungo periodo ce l'hai
Sono due esami diversi e si confondono di continuo: l'A2 serve per il permesso di lungo periodo, il B1 serve per la cittadinanza. Il secondo è più alto e chi ha fatto il primo anni fa spesso non lo sa.
Ma la cosa che quasi nessuno si sente dire è un'altra ed è quella che fa risparmiare mesi e soldi a molte persone della nostra comunità: c'è chi il B1 non deve dimostrarlo affatto. Prima di iscriverti a un esame, leggi il prossimo paragrafo e guarda che permesso hai in mano.
Prima di tutto: forse non lo devi fare
La legge (art. 9.1 della legge 91/1992) elenca due situazioni in cui il requisito della lingua non si deve dimostrare:
- hai il permesso UE per soggiornanti di lungo periodo in corso di validità — quello che una volta si chiamava carta di soggiorno;
- hai firmato l'accordo di integrazione quando sei arrivato in Italia.
La prima riguarda moltissime persone della comunità filippina, che in Italia ci sono da anni e quel permesso ce l'hanno. Se è il tuo caso, non ti serve nessun esame: serve il permesso valido. Che cos'è e come si chiede lo trovi in il permesso UE di lungo periodo.
C'è poi una terza via, che non è un'esenzione automatica ma una possibilità prevista: chi ha gravi limitazioni alla capacità di apprendimento linguistico dovute all'età, a una patologia o a una disabilità può presentare una certificazione di una struttura sanitaria pubblica che lo attesti.
L'accordo di integrazione: chi l'ha firmato davvero
È il foglio che si firma in Prefettura o in Questura al primo ingresso in Italia, con cui ci si impegna a imparare l'italiano almeno al livello A2. Non l'ha firmato chiunque:
- vale per chi è entrato in Italia per la prima volta dal 10 marzo 2012, quando il regolamento è entrato in vigore (DPR 179/2011);
- riguarda chi aveva più di 16 anni;
- e chi chiedeva un permesso di almeno un anno.
Se sei arrivato prima del 2012, quel foglio non esiste e non puoi usarlo. Ma quasi sicuramente hai il permesso di lungo periodo, che ti esenta lo stesso.
Due categorie che invece l'esame lo devono fare
Sono quelle che si sorprendono di più, perché si sentono «già dentro»:
- i cittadini di un altro Paese dell'Unione europea;
- chi ha un titolo di soggiorno per motivi familiari — la carta di soggiorno da familiare o coniuge di cittadino italiano o europeo.
Il matrimonio con un cittadino italiano non esenta dall'italiano: la cittadinanza per matrimonio chiede il B1 esattamente come quella per residenza.
Da quando si chiede
Il requisito è entrato con il decreto legge 113/2018, convertito nella legge 132/2018, che ha inserito l'art. 9.1 nella legge sulla cittadinanza. Vale per tutte le domande presentate dal 4 dicembre 2018 in poi.
Chi aveva presentato prima di quella data non doveva dimostrarlo. Se stai riprendendo una pratica vecchia, guarda la data di invio telematico: è quella che conta.
Se lo devi fare: le strade che valgono
Sono tre e valgono tutte allo stesso modo.
1. Una certificazione B1 di un ente riconosciuto
Gli enti riconosciuti dallo Stato sono quattro, ognuno con la sua sigla. Una certificazione che non venga da uno di questi non vale, per quanto bello sia il diploma:
- cert.it — Università degli studi di Roma Tre;
- CELI — Università per stranieri di Perugia;
- CILS — Università per stranieri di Siena;
- PLIDA — Società Dante Alighieri.
Ognuno ha una rete di scuole e centri convenzionati in tutta Italia dove si fa l'esame: non devi andare a Perugia o a Siena. Cerca la sede più vicina sul sito dell'ente.
2. Il CPIA
Il Centro provinciale per l'istruzione degli adulti — la scuola pubblica per adulti, quella dei corsi serali — può rilasciare la certificazione B1 valida per la cittadinanza. È la strada più economica e la meno conosciuta.
⚠️ Attenzione a non confonderla con l'altra cosa che fa il CPIA. Il test A2 che si fa al CPIA per il permesso di lungo periodo è un'altra cosa e non vale per la cittadinanza. Quando chiami, chiedi esplicitamente: «il B1 per la cittadinanza».
3. Un titolo di studio italiano
Va bene un diploma di scuola secondaria di primo o secondo grado, o una laurea, presi in un istituto riconosciuto dal Ministero dell'Istruzione. Se hai studiato in Italia, potresti avere già in casa quello che serve.
Quello che non vale e viene presentato lo stesso
- l'attestato A2, di qualunque provenienza: è il livello sotto;
- gli attestati di frequenza di un corso — dicono che ci sei andato, non che hai superato un esame;
- le certificazioni di enti non riconosciuti, comprese quelle di scuole private e di corsi online che non appartengono alla rete dei quattro enti;
- i certificati regionali di qualifica professionale: certificano un mestiere, non la lingua.
Presentare uno di questi non fa perdere la domanda, ma la ferma: arriva la richiesta di integrazione documenti e nel frattempo i mesi passano.
A2 e B1: che differenza c'è, in pratica
Con l'A2 ti fai capire nelle situazioni di ogni giorno: dire chi sei, chiedere un'informazione, capire un annuncio semplice.
Con il B1 devi saper reggere una conversazione su cose che conosci, raccontare un fatto, spiegare una tua opinione, capire il senso di un testo scritto in italiano corrente — una lettera di un ufficio, un articolo di giornale. Si legge, si ascolta, si parla e si scrive: sono quattro prove.
Non è un salto enorme per chi in Italia ci vive e ci lavora da anni. È un salto vero per chi in italiano non ha mai scritto niente.
Le quattro domande da fare prima di iscriverti
- Quando è la prossima sessione? Gli enti hanno poche date all'anno e le iscrizioni chiudono settimane prima.
- Quanto costa? Cambia da ente a ente e da sede a sede: fattelo dire prima, non dopo.
- Quanto ci mette ad arrivare il certificato? Fra l'esame e il pezzo di carta possono passare mesi e la domanda di cittadinanza il certificato lo vuole allegato.
- È proprio il B1 per la cittadinanza? Chiedilo con queste parole. È l'errore che costa di più.
Se il permesso di lungo periodo ce l'hai
Allora la tua strada è più corta e conviene ripeterlo: allega il permesso valido e non fare nessun esame. Il resto dei requisiti — gli anni di residenza, il reddito, i documenti dal tuo Paese — sta in cittadinanza italiana per residenza.
E se stai ancora lavorando al permesso di lungo periodo, il test che ti serve adesso è l'A2: lo spiega il test di italiano per il permesso di lungo periodo.
Bahay Italia non è un patronato e non presenta domande al posto tuo: ti spiega come sono fatte le regole, così quando vai da qualcuno sai già che cosa chiedere.
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