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Mandare soldi a casa: la commissione non è il costo, è solo la parte che ti fanno vedere

Il costo di una rimessa è fatto di tre pezzi, e quello più grande di solito è nascosto nel cambio. C'è una domanda sola da fare allo sportello, e due siti pubblici dove confrontare prima di andarci.

Redazione Bahay 4 min di lettura

In questo articolo
  1. Il costo è fatto di tre pezzi, non di uno
  2. Lo spread sul cambio: la parte che non si vede
  3. Una domanda sola, da fare prima di firmare
  4. Due siti pubblici per confrontare, prima di uscire di casa
  5. Prima e dopo: due abitudini che fanno risparmiare
  6. Serve un conto in banca?
  7. Una cosa da non fare mai

Quando mandi soldi a casa, la cifra che ti dicono allo sportello — «cinque euro di commissione» — non è quello che ti costa il trasferimento. È la parte che ti fanno vedere.

Il costo vero è un altro, e si misura in una sola maniera: quanto arriva davvero a chi aspetta.

Il costo è fatto di tre pezzi, non di uno

La Banca d'Italia lo scrive con chiarezza. Quando mandi denaro all'estero paghi:

  1. le commissioni all'invio, quelle che ti dicono;
  2. il tasso di cambio applicato, se le valute sono due;
  3. le commissioni alla ricezione, che paga chi ritira, dall'altra parte.

Il primo lo vedi. Il terzo lo scopre tua madre allo sportello. Il secondo non lo vede quasi nessuno, ed è spesso il più caro.

Lo spread sul cambio: la parte che non si vede

Il cambio che ti applicano non è il cambio di mercato: è un po' peggio. Quella differenza si chiama spread, e — sono parole della Banca d'Italia — nasconde una commissione aggiuntiva.

È per questo che «zero commissioni» può costare più di «cinque euro di commissione». Un operatore che non prende niente all'invio può prendersi tutto sul cambio, e nel foglio che firmi quella parte non compare come un costo: compare come un numero.

Una domanda sola, da fare prima di firmare

Non chiedere «quanto mi costa». Chiedi:

«Se mando 300 euro, quanti pesos riceve esattamente la persona a cui li mando?»

Quel numero — l'importo netto che arriva — mette tutto insieme: commissioni di qua, cambio, commissioni di là. È l'unico numero che si può confrontare fra due operatori, e la Banca d'Italia consiglia esattamente questo: farsi fare più preventivi specificando l'importo netto che il beneficiario riceverà.

Se allo sportello non sanno o non vogliono dirtelo, quella è già una risposta.

Due siti pubblici per confrontare, prima di uscire di casa

Non serve girare fra gli sportelli: il confronto si fa prima, gratis.

  • mandasoldiacasa.it — confronta il costo di mandare soldi dall'Italia verso diversi Paesi, per operatore e per canale. Rileva ogni mese sia le commissioni sia il margine sul cambio, con il metodo della Banca Mondiale: è stato il primo sito al mondo a ricevere quella certificazione.
  • Il calcolatore del costo delle rimesse della Banca d'Italia, sul sito «L'economia per tutti», che ti dice quanto arriva davvero al beneficiario.

C'è anche il portale internazionale della Banca Mondiale, remittanceprices.worldbank.org, che è la fonte del metodo.

Prima e dopo: due abitudini che fanno risparmiare

Prima: chiedi più preventivi, sempre sull'importo che arriva, e fatti dire per iscritto commissioni, tasse e cambio applicato.

Dopo: controlla che sia arrivato quello che ti avevano promesso. Sembra una banalità, ed è il modo con cui ci si accorge che un operatore ha cambiato le condizioni senza dirlo.

E rifai il confronto ogni tanto: i costi cambiano, e l'operatore più conveniente di due anni fa può non esserlo più oggi.

Serve un conto in banca?

No, per mandare soldi non è obbligatorio. Ma avere un conto apre canali che spesso costano meno degli sportelli in contanti — e, soprattutto, ti mette nella condizione di scegliere invece di accettare quello che c'è sotto casa.

Se pensi di non poterlo aprire, leggi questo: il conto di base, che la banca è obbligata ad aprirti, gratuito con ISEE sotto 11.600 €.

Una cosa da non fare mai

Non mandare denaro tramite persone che si offrono di portarlo a mano o canali informali, per quanto conosciuti. Se qualcosa va storto non esiste una ricevuta, non esiste un reclamo e non esiste nessuno a cui chiedere. Gli operatori regolari sono controllati e devono dirti le condizioni per iscritto: è la differenza fra un costo e un rischio.

Hai trovato un operatore conveniente, o uno che ti ha dato meno del previsto? Raccontalo nella sezione Soldi e bollette della community: su questa cosa, l'esperienza di chi l'ha già fatto vale più di qualunque tabella.

Informazioni verificate il 9 set 2026.

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