Asilo nido: fino a 3.600 € l'anno indietro, ma le ricevute vanno caricate una per una
L'INPS rimborsa parte della retta dell'asilo nido per i figli sotto i tre anni: fino a 327,27 € al mese per undici mensilità, secondo l'ISEE e secondo quando è nato il bambino. Dal 2026 l'assegno unico non conta più nell'ISEE e questo cambia il conto a molte famiglie.
Redazione Bahay 5 min di lettura
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Se hai un figlio di meno di tre anni all'asilo nido, l'INPS ti rimborsa una parte della retta. Si chiama bonus asilo nido e a differenza degli altri sostegni di cui abbiamo scritto questo si chiede: non arriva da solo.
Quanto torna indietro
La prima domanda non è quanto guadagni: è quando è nato tuo figlio. Dal 2026 le tabelle sono due e per i bambini più piccoli sono più generose. L'importo si riceve in undici rate l'anno.
Bambini nati dal 1° gennaio 2024
| ISEE | Al mese, al massimo | All'anno |
|---|---|---|
| fino a 40.000 € | 327,27 € | 3.600 € |
| oltre 40.000 €, o senza ISEE | 136,37 € | 1.500 € |
Bambini nati prima del 1° gennaio 2024
| ISEE | Al mese, al massimo | All'anno |
|---|---|---|
| fino a 25.000,99 € | 272,73 € | 3.000 € |
| da 25.001 a 40.000 € | 227,27 € | 2.500 € |
| oltre 40.000 €, o senza ISEE | 136,37 € | 1.500 € |
«Al massimo» vuol dire una cosa precisa: il bonus non può superare quello che hai pagato davvero. Se la retta è di 200 € al mese, ti tornano 200 €, non 327.
Questi importi li fissa la legge di bilancio e possono cambiare ogni anno: quelli qui sopra valgono dal 1° gennaio 2026 e li scrive la circolare INPS n. 29 del 27 marzo 2026, che trovi fra le fonti in fondo. Prima di fare i conti su una cifra, guarda la data in cima a questa pagina.
⚠️ L'assegno unico non conta nell'ISEE. Rifai il conto
Dal 1° gennaio 2026 il bonus nido non guarda più l'ISEE minorenni: guarda l'ISEE per specifiche prestazioni familiari e per l'inclusione, che è un ISEE nuovo e soprattutto toglie dal calcolo l'assegno unico che hai ricevuto.
Detto con i numeri della circolare: se la tua famiglia ha una scala di equivalenza di 3,10 e nell'anno hai preso 3.100 € di assegno unico, dall'ISEE si tolgono 1.000 € (3.100 diviso 3,10). Un ISEE di 41.000 € diventa 40.000 €.
Perché ti riguarda: mille euro di differenza, in quell'esempio, sono la distanza fra 1.500 € e 3.600 € l'anno. Se l'anno scorso eri appena sopra una soglia e ti sei sentito dire di no, quest'anno il conto è un altro. Non devi fare niente di speciale — l'INPS lo calcola da sé — ma vale la pena richiederlo.
Vale anche per te
Il bonus nido non è per tutti i permessi: la circolare elenca quali valgono ed eccoli: lavoro subordinato, lavoro stagionale, lavoro autonomo, motivi familiari, assistenza minori, protezione speciale, casi speciali, Carta blu e il permesso UE per soggiornanti di lungo periodo. Chi è rifugiato o ha la protezione internazionale è equiparato a un cittadino italiano.
Se il permesso è scaduto e hai già chiesto il rinnovo, la domanda si fa lo stesso: quello che conta è aver presentato la richiesta di rinnovo. Se poi il rinnovo non arriva, il contributo viene revocato e chiesto indietro.
Dal 2026 vale anche il permesso per attesa occupazione, come per l'assegno unico. Qui però c'è una cosa che va detta e che nessuno ti dirà allo sportello: l'INPS accoglie queste domande «con riserva di ripetizione». Vuol dire che la questione è ancora in Cassazione e che, se le sentenze andassero in un altro verso, i soldi potrebbero essere richiesti indietro. Non è un motivo per non chiederlo — è un motivo per non spenderli come se fossero definitivi.
Come si chiede
Sul sito dell'INPS con SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale), Carta d'Identità Elettronica o Carta Nazionale dei Servizi, dall'app INPS Mobile, oppure gratis tramite un patronato.
La domanda per il 2026 è aperta dal 31 marzo 2026. Una volta accolta vale fino al mese di agosto dell'anno in cui il bambino compie tre anni: non si ripresenta ogni anno.
Serve: il codice fiscale del bambino, il nome dell'asilo (dev'essere una struttura autorizzata per i bambini da zero a tre anni, pubblica o privata) e il tuo IBAN.
⚠️ La parte dove si perdono i soldi: le ricevute
Il bonus non si riceve per il fatto di averlo chiesto. Ogni anno bisogna:
- scegliere per quali mesi si chiede il rimborso;
- caricare i documenti di spesa — le ricevute della retta pagata, mese per mese.
Il termine è il 30 aprile dell'anno successivo a quello dei mesi che stai chiedendo. Dopo quella data, quei mesi non si recuperano.
Il consiglio pratico è banale e funziona: ogni volta che paghi la retta, carica subito la ricevuta. Chi aspetta di farle tutte insieme a primavera è chi ne perde qualcuna.
Conserva le ricevute giuste
Serve un documento che dica chi ha pagato, per quale bambino, per quale mese e quanto. Una ricevuta senza il mese, o intestata a nessuno, può non bastare. Se l'asilo ti dà solo un bollettino, chiedi la ricevuta: sono abituati, gliela chiedono tutti.
Se il nido è comunale, guarda anche l'altra strada
Molti comuni calcolano la retta del nido sull'ISEE: più è basso, meno paghi. Le due cose si sommano — prima paghi meno, poi ti rimborsano parte di quello che hai pagato — ma vanno chieste in due posti diversi, il comune e l'INPS, con due domande diverse.
Quali altre cose dipendono dall'ISEE lo abbiamo messo in fila in L'ISEE apre una porta dietro l'altra.
Se non ci arrivi da solo
Il caricamento delle ricevute è la parte che manda in crisi più gente, soprattutto da telefono. Il patronato lo fa gratis e può farlo anche dopo, per i mesi già pagati: portagli le ricevute e le credenziali.